ABBAGLIATO

 

IO?

Ho camminato tanto

ed ho consumato molte “suole” …

 

poi stanco, ho dovuto riposarmi,

mi sono sdraiato,

ho guardato in alto e, meravigliato,

ho visto il Sole …

 

Era così splendente

che m’ha abbagliato

con la sua intensa luminosità!

 

Ho quindi dovuto chiudere gli occhi

e, inconsapevolmente,

mi sono addormentato …

 

Al mio risveglio

era calata l’oscurità …

nel cielo ora c’era Lei,

una meravigliosa Luna

che mi guardava con curiosità …

 

Non ho potuto non pensare

che anche a loro accade, ciclicamente,

di fondersi in un abbraccio appassionante …

 

Lo chiamano eclissi

poiché in quell’istante

smarriscono la precedente identità

ed in quella mistica unione

sperimentano una nuova realtà

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UN GIORNO

 

Quando lassù …

ogni astro aveva già trovato il suo posto,

noi quaggiù,

immersi nella profonda oscurità del cielo notturno,

iniziavamo l’osservazione

di quella miriade di luci splendenti,

dell’universo del nostro mondo,

fantasticando sul mito della creazione

 

Così son nate le tante divinità

che prendevano il nome dalle stelle

e da ogni successiva costellazione,

che ancora oggi sono riportate

nei testi “sacri” d’ogni religione …

 

… “Quando lassù … Tutto era mescolato in un caos primordiale, non esistevano ancora canneti, né paludi. Nessuno degli dèi (stelle e pianeti) aveva ancora un nome e i loro destini erano incerti. Fu allora che in mezzo al caos presero forma i nuovi dèi, tra cui Lei.” …

 

Sembra incredibile,

eppure potrebbe essere la verità,

dato che questa semplice idea

 sta ora catturando l’attenzione della molteplicità!

 

Rappresentata dalla nutrita parte d’umanità che,

recatasi al proprio centro (il Sé)

osserva serenamente la dualità (sopra e sotto),

 poiché stanca, probabilmente,

d’aspettare ancora … chi (?!) allora,

dopo essersi recato in cielo

(ove avrebbe creato il suo regno),

promise di tornare, un giorno,

creando il mito del ritorno …

LEI

 

A cavallo dell’equatore celeste

d’un manto lucente si veste …

 

Chi è?

Lo sapreste

se durante la fitta oscurità

gli occhi al cielo volgeste,

un istante sarebbe sufficiente

per osservarla attentamente

nella sua massima luminosità …

 

Di chi sto parlando?

della “Clessidra”, ovviamente,

che ogni mattino, prima dell’alba,

nel cielo autunnale, ed in quello invernale

chiunque, più delle altre può veder brillare …

poiché, notoriamente, Lei, è la più splendente …

 

IMMORTALITÀ

 

Essendo IO un provetto esploratore

di faccende riconducibili al cuore,

ho scoperto “causal-mente”

che è sempre di più la gente,

appartenente ad ogni tradizione,

che riconosce in Orione

il d-io d’ogni religione …

 

… e, logica-mente, colui il quale

avrebbe dato origine al mito della creazione …

ed al mistero della resurrezione (?!)

 

Perché, semplice-mente,

essendo quella una meravigliosa costellazione,

si sposta, ciclicamente,

lasciando il posto alla concorrente …

 

… scomparendo perciò, “momentanea-mente”,

dall’orizzonte dell’inconsapevole mente

 

Movimento che, chiara-mente,

da popolazioni di antiche civiltà,

è stato interpretato, ingenua-mente,

come una caduta … nella profonda oscurità …

 

Poiché quelle non sapevano, probabilmente,

che “Lei” sarebbe tornata …

ad occupare la posizione precedente …

cosa che, ovvia-mente,

conduce … a pensare … alla sua immortalità …

 

SCORPIO

 

C’è chi dice …

che Artemide (o sua madre Gea) sia stata un’esperta cacciatrice

ma che non amasse chi la sua bravura metteva in discussione …

per questo, senza paura, sfidò il gigante Orione

facendolo pungere da un mortifero Scorpione.

Così fu che quello scomparve … per poi tornare …

creando il mito della resurrezione

 

Il gigante Orione,

dal cui piede sinistro “sgorga” il fiume Eridano.

In India è lui il Kala-Purusha (uomo del tempo),

o Vishnu-Narayana (colui che cammina sulle acque).

https://marcomaculottiblog.wordpress.com/2017/04/01/simbolismo-stellare-e-simbolismo-solare/

 

Artemide è anche “famosa per aver salvato Ifigenia dalla morte nel momento in cui Agamennone – suo padre – decise di sacrificarla ad Eolo affinché facesse alzare i venti e permettesse alle navi di Sparta di uscire dal porto e far vela verso Troia. Il mito narra che Artemide mise al posto della ragazza una cerva, salvandola così da un destino terribile. È ricordata anche per aver ucciso Atteone, un cacciatore che si era soffermato a guardarla mentre faceva il bagno nuda con le ninfe: sentendosi violata, lo trasformò in un cervo e lo fece sbranare dai suoi stessi cani.” …

(Fonte: Lidia Fassio, “Simbologia della Luna”. © 2013 Spazio Interiore, pag. 28)

 

… “Orione, gigante, bellissimo e forte, è il figlio del dio del mare Poseidone (gli conferì anche il dono di camminare sulle acque) ed è noto per il suo carattere da abile cacciatore, al punto che egli stesso si dichiarò capace di uccidere qualsiasi animale. Proprio per sfuggire alle sue attenzioni, le Pleiadi (figlie di Atlante) chiesero ed ottennero dagli dèi di essere trasformate in stelle. Gea (in alcune versioni Artemide), allarmata dalla sua superbia e spavalderia, lo fece incontrare con lo Scorpione, che riuscì ad ucciderlo pungendolo ad un calcagno. Furono gli dèi, mossi a compassione, a tramutare Orione e lo Scorpione in due costellazioni, e posero il cacciatore proprio vicino alle Pleiadi. Il mito vive nel cielo: infatti quando le stelle dello Scorpione sorgono ad Est, Orione sconfitto tramonta ad Ovest; il ciclo si completa quando lo scorpione, tramontando ad Ovest, viene schiacciato dall’Ofiuco, Esculapio, che così facendo resuscita il cacciatore, che rinasce ad Est, rinnovato. Secondo una versione dalle sfumature più accattivanti, Orione approdò nell’ isola di Creta per dilettarsi nella caccia di animali di cui sentì parlare e che abitavano solo nell’isola. Imbattutosi in Artemide, che ben conosceva la fama di quel cacciatore, ella non rimase indifferente al suo fascino e dal momento che condividevano la medesima passione, lo invitò ad andare a caccia insieme. Apollo, fratello della dèa, mostrò di esserne geloso, e volle tutelarla, temendo per la sua virtù e giudicandolo un approfittatore. Riferì alla madre di Artemide, Gea, che Orione si vantava delle sue abilità di cacciatore, e di come avesse affermato essere in grado di sterminare tutte le belve che vivevano sulla terra. Infuriata, Gea fece uscire dalla terra un gigantesco e mostruoso scorpione a cui ordinò di uccidere col suo veleno il cacciatore.” …

(https://www.astronomiamo.it/Costellazione.aspx?Nome=Orione)

 

… “La costellazione dello Scorpione si presenta come simbolo infero e mortifero per ragioni alternativamente ‘stellari’ e ‘solari’: considerata in relazione allo skhamba è simbolo di morte perché situato sull’incrocio esatto fra eclittica e galassia (lungo la Via Lattea si raccoglievano le anime in attesa di reincarnarsi secondo i Pitagorici e gli indiani Pawnee); considerato invece in relazione all’anno tropico, rappresenta la morte poiché sorgeva eliaca-mente all’equinozio d’autunno in opposizione al Toro, annunciando la morte del sole e la sua discesa invernale negli inferi, sotto il mare.”

(https://marcomaculottiblog.wordpress.com/tempo-e-cicli-cosmici/)

NON SI VEDE

 

È sempre in atto,

eppur non si vede …

è un dato di fatto

ma c’è chi non ci crede …

 

… tra quella strana gente,

visceralmente legata alla fede

(di qualche superata tradizione)

la quale, evidentemente,

avendo rinunciato all’esplorazione

attende, vanamente,

di sperimentare, personalmente,

quella meravigliosa emozione

semplicemente definita abreazione!

 

VERSO L’ORIGINE

 

È al di là delle forme implicate,

vecchie e nuove,

che accade la trasformazione

 

quell’incredibile emozione

attraverso cui c’è un ritorno

al centro causale.

 

PUNTO DI TRASFORMAZIONE

Una civiltà (e una cultura) che abbia raggiunto un punto di trasformazione fondamentale, può essere paragonata ad una pianta che cerca di rinascere. In un certo senso forma un collasso interiore, verso il centro genetico del seme, verso l’origineche può portare l’essenza della pianta nella creazione organica di nuove forme nella primavera seguente. Il seme non ha radici … né fusto, né foglie, né fiori; e tuttavia questi esistono in una realtà informale che attende una nuova attuazione.>> …

 (Fonte: “Parapsicologia Scienza del futuro” di John White e Stanley Krippner. © 1978 Armenia Ed. pag. 471)

LONTANO

 

 

Passano i giorni ed “io” divento vecchio …

però sono felice perché ho capito, finalmente, che

questo è il tempodello specchio!

 

Quello in cui chiunque

può ri-scoprire la sua vera identità,

attraverso l’attenta osservazione dell’altra metà …

ed il totale abbandono delle superate assurdità!

 

L’Anima sa

che nessuno di noi è capace di vivere a lungo

lontano dall’Unità,

per questo ci esorta a fare esperienza della realtà,

senza dare troppa importanza ai fantasiosi racconti

d’intermediari delle divinità …

 

Questo è il mistero

che alla nascita viene rivelato ad ogni creatura,

la quale, perso e poi ritrovato il proprio centro,

al termine della propria avventura,

accoglie, senza opporre resistenza,

il cambiamento che gli viene da dentro …

 

Lì Ella riscopre quel senso d’uguaglianza,

che intanto prepotentemente avanza,

 e che tutti conduce

verso la meravigliosa danza

che già antiche tribù,

a causa della loro ingenuità

attribuivano al Sole ed alla Luna,

simboli per eccellenza della dualità,

da cui ha avuto origine ogni verità

COLMARE

 

Esiste la possibilità di colmare il vuoto interiore?

Sì, probabilmente, esprimendo il talento

che ci è stato donato dal Signore

e grazie ad esso comprendere cos’è l’amore

che, inevitabilmente, conduce verso lo stupore …

 

Per riuscirci, però, occorre aprirsi al cambiamento

e quello accade, esclusivamente, in questo momento

contestualmente alla scelta che, alla fine,

conduce ad osservare, attenta-mente …

… il firmamento …

 

CONSUMARE

Mi riferisco, qui, … “al consumo inteso come problema psicologico o, più esattamente, psicopatologico. Lo so, molti ora si chiederanno: come sarebbe a dire? Consumare è una cosa che tutti devono fare, perché ogni essere umano deve bere e mangiare! Ogni essere umano indossa abiti ed ha una casa, insomma, usa e e sciupa molte cose, ed è quel che chiama ‘consumare‘. Dove sta, dunque, il problema psicologico? È semplicemente una realtà naturale: per vivere bisogna consumare. Ma eccomi subito al punto: quando si eccede si va verso un consumo coatto, promosso dalla voracità, è un impulso a mangiare sempre di più, a possedere di più, ad adoperare sempre più cose. A questo punto mi si obietterà, forse: ma non è normale? In fin dei conti tutti noi aspiriamo ad ampliare e moltiplicare quel che abbiamo. Il problema consiste, al massimo, nel non avere abbastanza denaro, non certo al fatto che, nel desiderio all’ampliamento, alla moltiplicazione, ci sia qualcosa di sbagliato … E capisco perfettamente che molti la pensino così. Vorrei però mostrarvi con un esempio che le cose non sono così semplici: del caso cui mi riferirò, certo già avrete udito parlare, e spero che riguardi pochi di voi. Prendiamo una persona affetta da obesità (peso eccessivo). Una condizione che può avere cause endocrine, ma non è questo che qui c’interessa. Molto spesso il motivo va semplicemente ricercato nel fatto che la persona in questione mangia troppo. Mangiucchia a tutte le ore, soprattutto dolci, cerca sempre qualcosa da mettere sotto i denti. E se la si osserva un po‘ più attentamente, si costaterà non soltanto che mangia in continuazione, ma che ad indurvela è una brama incontenibile: deve mangiare, non riesce a farne a meno, così come molti non possono fare a meno di fumare. E certo saprete che le persone che smettono di fumare, molto spesso, all’improvviso, cominciano a mangiare di più … giustificandosi con l’affermazione che chi smette di fumare ingrassa. Si tratta di una di quelle belle razionalizzazioni cui si fa ricorso per smettere di fumare. Perché? Perché la stessa brama d’introdurre qualcosa in bocca, d’inghiottire qualcosa, s’esprime sotto forma di cibo, di fumo, di bevanda o magari d’acquisto. Se un individuo che mangi, beva o fumi in maniera avida e coatta segue il consiglio del medico di smettere, pena, altrimenti, la morte per infarto, è facile constatare come all’improvviso diventi pauroso, insicuro, nervoso, depresso. E qui assume una singolare circostanza: il non mangiare, il non bere, il non fumare, il non poter acquistare può generare angoscia. Ci sono individui i quali mangiano, fumano, bevono o comprano, non già semplicemente per mangiare, fumare, bere o comprare, bensì per reprimere uno stato d’animo d’angoscia o di depressione. Consumano in maniera eccessiva per sottrarsi al proprio disagio. Il consumo promette loro guarigione, ed effettivamente la fondamentale condizione di depressione di angoscia s’attenua un tantino quando la brama viene soddisfatta. La maggioranza di noi potrà constatare che quando ci si sente angosciati o depressi, si è facilmente portati ad aprire il frigorifero, a mangiare o a bere qualcosa senza averne particolarmente voglia, offrendosi, così, un apparente sedativo. In altre parole: mangiare e bere, in realtà, può assumere assai spesso la funzione di una droga, di un tranquillante, tanto più piacevole quanto più è saporito. L’individuo depresso avverte in sé qualcosa di simile ad un vuoto incolmabile, come se fosse mutilato, come se gli mancasse qualcosa per poter essere attivo, come se non potesse muoversi bene in mancanza di alcunché che possa muoverlo; e se inghiotte qualcosa, può darsi che la sensazione di vuoto, di paralisi, di debolezza, lo abbandoni, per qualche istante, e l’individuo avrà la sensazione di essere qualcuno, di avere qualcosa, di non essere un nulla. Ci si riempe di cose per scacciare il vuoto interiore! È questo l’uomo passivo, colui il quale ha la sensazione di essere ben poco e che, momentaneamente, riesce a dimenticare questa sensazione trasformandosi in ‘homo consumens‘.“ …

 (Fonte: “Erich From – L’amore per la vita“, letture radiofoniche a cura di Hans Jurgen Schultz. © 1984 A.Mondadori Ed. IV ed. 3/1994, pag. 15-16)

AVANZA

 

Accade, “ciclicamente”,

il 22 settembre di ogni anno,

che il Sole attraversi (nel suo moto apparente)

il punto d’intersezione tra l’eclittica e l’equatore …

quello è anche l’istante in cui torna,

gloriosa-mente, l’inviato del Signore …

 

San Michele Arcangelo,

colui il quale difende l’umanità

dall’incombente minaccia dell’oscurità

che, dopo l’equilibrio nel segno della Bilancia,

avanza senza soluzione di continuità …

 

Cosa che accade sempre, dopo l’equinozio d’autunno,

fino alla fine dell’inverno, quando, dopo il solstizio,

(così come affermavano i pagani

e successiva-mente la cristianità)

quella rinasce, lenta-mente,

sconfiggendo il male, definitiva-mente,

consentendo alla gente

di festeggiare, serena-mente, la Natalità …

di chi, avvolto in una Luce splendente,

torna … ciclica-mente, a parlare di verità …

 

P.S.Lui” … era festeggiato, fin dall’antichità,

sotto forma d’una stella, davvero bella

Aldebaran” o “Alpha Tauri” è il suo nome attuale!

Lo so, non credi

che questa possa essere la  semplice verità,

preferisci ricorrere alla preghiera

consigliata da chi, per paura dell’oscurità,

continua a credere al bene …  distinto dal male

ignorando l’unità che esiste al centro della dualità …

 

Caro Michele, TU che sei pura espressione della divinità,

ascoltaci e consigliaci su come affrontare la dura battaglia

contro l’interiore malvagità”.