POETICA

 

Cogli un fiore e turberai una stella

 

È una frase molto bella,

trovata “casualmente” in una interessante lettura,

che mi ha spinto ad indagare, senza alcuna paura,

sulla “Scienza Noetica,

della quale, solo recente-mente,

sono venuto personalmente a conoscenza …

 

La trovo poetica

anche perché studia la coscienza

e la sua relazione con realtà …

 

La promessa

è che sarebbe possibile,

anche se in quel campo Tutto È imprevedibile,

visitare mondi e dimensioni lontanissime

semplicemente frenando, sensibilmente,

il vortice dei pensieri prodotti dalla mente,

fino ad arrestarli completamente,

raggiungendo, così, la negativa velocità …

 

Da quella sublime estasi

(la meravigliosa altezza

raggiunta dalla consapevolezza)

chiunque può meglio osservare,

della creazione,

la splendente bellezza

 

Quello è il momento

dell’incredibile cambiamento,

che consente di fare a meno della pseudo conoscenza

spacciata per vera sia dalla religione che dalla scienza …

È VERO?

 

Lo so, è assolutamente vero …

non è affatto semplice

districarsi nel fitto mistero

che ogni adepto di qualsiasi religione

affronta, inconsapevolmente,

 riguardo alla resurrezione …

 

Qualcuno …

che tranquilla-mente avanza,

tra coloro i quali

hanno elevato la loro coscienza

oltre i limiti imposti dalla comune sapienza,

ha definito quell’esperienza una mistica danza …

 

 

Altri, dotati di spiccata fantasia,

lasciatasi alle spalle la perdurante ipocrisia

che bloccava la loro consapevolezza

(inclini a vivere intensamente nell’adesso),

amano immaginare che il Tutto

sia riconducibile alla splendente bellezza

e che Esso possa, perciò, essere espresso,

semplice-mente, attraverso la poesia …

 

Tra costoro c’è, poi, anche chi, come NOI,

guarda al poi con serenità

avendo maturato l’idea d’aver trovato la via

per abbandonare, definitiva-mente, la propria realtà …

 

LA QUINTA FORZA

 

Sono contento

che dopo aver sentito parlare, confusa-mente,

dell’ormai famosissimo “quinto elemento”,

qualcuno sia in grado, finalmente,

di chiarirmi quel concetto, scientifica-mente …

 

Lo spunto l’ho avuto, stavolta,

da un vero libro di scienza

dedicato alle Anime che “adorano” il mistero

dell’inconoscibile, umana coscienza …

 

In esso viene spiegata, “semplice-mente”,

quella che, antica-mente,

da persone di remote civiltà,

era già conosciuta col nome di “Quinta Forza” …

capace, incredibilmente, in un solo istante,

 di spingere, individualmente, l’umanità

oltre la singola, ristagnante, realtà …

 

RIVOLUZIONE SCIENTIFICA

… “Sebbene le parole ‘nuovo’ e ‘rivoluzionario’ ricorrano spesso in questo testo, bisogna ricordare che molti dei fenomeni in esso riportati sono stati probabilmente conosciuti dall’umanità da millenni e che la scienza occidentale sta solo oggi attingendo a ciò che varie tradizioni hanno riconosciuto per diverse vie fin dai primi tempi. I fenomeni sono nuovi solo per la scienza, non per l’insieme della conoscenza umana. E ‘rivoluzione’, che deriva da ‘revolvere’, rivolgere, significa volgersi indietro o tornare al punto di partenza (pag. 19).”…

 

PSICOTRONICA E PARAPSICOLOGIA

… “Coloro che si occupano di ‘psicotronica’ come potranno conciliarsi con coloro che disprezzano ancora questa disciplina? Tutte le branche della scienza (che si avvalgono del metodo peculiare della fisica, della tecnica delle comunicazioni, della metafisica, della cibernetica, della psicologia, della psichiatria, della medicina, della neurofisiologia, della bionica, della geologia, dell’antropologia, della sociologia e della biologia spaziale …) non possono più mantenere il termine univoco di ‘parapsicologia’, poiché esso non solo non esprime il carattere multidisciplinare del campo della nostra ricerca, ma non rende nemmeno l’idea della componente energetica senza la quale nessuno dei fenomeni di cui ci occupiamo è immaginabile. Il nostro metodo rappresenta un interesse per i profani, ed ha, per molti, particolari attrattive, occupandosi di quei problemi psichici e somatici che permettono agli uomini di vivere e di essere quello che sono. Tali profani, che si occupano del nostro ramo, lo fanno, tuttavia, come dilettanti che portano i loro problemi personali nel nostro panorama, spesso distorcendo e screditando il lavoro fatto. Diviene perciò urgente il problema di come illuminare convenientemente il pubblico non scientifico … in un’epoca in cui il progresso scientifico fa passi da gigante, e l’assunzione di un approccio interdisciplinare è la condizione fondamentale per un’investigazione organica dei fenomeni psicotronici.” …

 (Fonte: “Parapsicologia Scienza del futuro” di John White e Stanley Krippner. © 1978 Armenia Ed. pag. 19, 36,37)

 

Sincera-mente,

ci avete capito qualcosa?

 

No, probabilmente …

perciò, se l’accettate, umil-mente,

posso darvi un semplice consiglio

che condividerete sicura-mente … (?!)

 

Lasciamoli studiare, serena-mente,

poiché quella è la strada che hanno scelto,

e perciò anche loro, un giorno, inaspettata-mente,

approderanno alla potente energia del trascendente …

UN’AVVENTURA

 

Ho letto e riporto,

poiché ritengo sia tutt’altro che banale,

che il cammino dell’uomo

sarebbe un’avventura spirituale …

 

Certo, per affrontarla ci vuole coraggio

ma non è una cosa eccezionale,

dato che accade così anche per qualsiasi altro viaggio …

 

La ricerca della perfezione

passerebbe per l’abbandono d’ogni tradizione …

che è andata bene, sicuramente, nel passato

ma che è ora limitante per chi volesse immaginare

un futuro ancor più splendente …

 

Cosa, questa, che avviene naturalmente,

se si agisce nell’eterno presente,

l’unico istante in cui è possibile scrutare il trascendente,

andando oltre il dogmatismo che imprigiona tanta gente

convinta, probabilmente,

che si possa andare oltre il concetto di bene e male,

ove sarebbe possibile raggiungere la libertà individuale …

 

Potrà provare, superando la paura,

chiunque volesse ampliare la propria consapevolezza

che, badate bene, non è cultura

ma ritorno all’originaria purezza …

 

 

Per riuscirci occorre, però,

assumersi la responsabilità,

nel mettere da parte la falsa identità (l’io)

che ancora costringe l’umanità

nell’identificazione con questa o quella istituzione …

 

Abbandonata tal superata realtà,

ci si potrà quindi dedicare, serena-mente,

 alla conoscenza del vero Sé (d-IO)

che consentirà di scorgere la vera spiritualità,

celata dal velo dei pensieri della inconsapevole mente …

 

Tutto questo, ovvia-mente,

avverrà, semplice-mente, in chi ha già interiorizzato

che nessuna fonte esterna (maestri o testi sacri)

può essere più d’una parziale espressione della totalità

per quanto grande possa essere la sua autorità …

 

Lasciar emergere la propria Anima,

senza opporle resistenza,

mentre si continua a fare esperienza dell’esistenza,

è probabilmente l’unica modalità

che potrebbe assicurare la ri-scoperta

della vera divinità …

 

Lei

che è sempre stata a metà

tra i due opposti della dualità …

 

PERFEZIONE

 

La mia verità?

La creazione è assolutamente perfetta,

dato che è opera della totalità,

il Vero Artistacioè l’entità

che È al di là della mente “altruista”

ancora prigioniera della propria realtà …

L’ARTISTA

… <<Ricorda bene questa proporzione: più è presente l’artista, meno sarà perfetta la sua opera. Se l’artista è troppo presente, ciò che produce sarà nevrotico, nauseante; si tratterà di ego, semplice-mente: cos’altro potrebbe essere? L’ego è una nevrosi! E ricorda anche un’altra cosa: l’ego desidera sempre essere perfetto! È estremamente perfezionista; vuole sempre arrivare più in alto e fare meglio degli altri: per questo è un perfezionista. Ma raggiungere la perfezione attraverso l’ego è impossibile, perciò sforzarsi è assurdo: la perfezione si crea solo se l’ego è assente – ma in questo caso l’artista non se ne preoccupa minimamente! Il vero artista, dunque, non pensa mai alla perfezione; l’idea non lo sfiora neppure: si lascia semplicemente andare ad uno stato di resa totale, di rilassamento, e quel che accade accade. Di certo il vero artista si preoccupa della totalità, mai della perfezione: desidera essere totale in ciò che fa, ecco tutto, e il bello sta proprio nel fatto che chi è totale è perfetto! Chi invece si preoccupa della perfezione non è mai né perfetto né totale; al contrario: più pensa alla perfezione più diventa nevrotico. Queste persone si costruiscono un ideale e sono sempre intente a fare paragoni, confronti, senza, perciò, riuscire ad essere all’altezza. Quando hai un ideale, a meno che tu non riesca a soddisfarlo, pensi di non essere mai perfetto; e, in queste condizioni, come puoi essere totale in ciò che fai? Se, per esempio, pensi di dover essere un ballerino uguale al tuo irraggiungibile ideale, come puoi essere totale nella tua danza? Ti guardi continuamente, ti osservi, cerchi di migliorarti, temi di commettere errori … Sei scisso; una parte di te sta danzando e l’altra rimane costantemente lì accanto a giudicare, a condannare, a criticare, senza riuscire a toccare quella fragranza, che contraddistingue chi ha sperimentato la fioritura della propria Essenza.>> …

 (Fonte: Osho “Ritorno al presente”. © 2014 De Agostini Novara, pag. 332-333)