DUE GIOVANNI

 

Passano gli anni ed aumentano gli affanni

per coloro i quali, pian piano,

stanno vedendo cadere tutti gli arditi inganni,

messi in atto da un’antica tradizione

che nella superata dottrina

annoverava due Giovanni …

 

La stessa che,

l’ho detto e ripetuto invano,

ha sostituito Giano

(“nume dalla doppia faccia”),

nel tempo in cui gli uomini

soliti a lasciarsi andare ai vizi

e restii alla comprensione,

non accettavano la venuta

d’una nuova religione …

 

Nel cristianesimo

le feste di san Giovanni Battista

e san Giovanni Evangelista

sono in rapporto con i due solstizi …

 

È qualcosa che accade sempre,

ciclica-mente,

ma che, evidentemente,

 fa fatica ad entrare nella testa di certa gente,

la quale preferisce credere,

anziché indagare personalmente

per arrivare a scoprire qualcosa

di vera-mente interessante …

 

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10 risposte a "DUE GIOVANNI"

    1. … IO Sono …
      … “debitore al fondamentale lavoro di Guénon,
      http://lamelagrana.net/wp-content/uploads/downloads/2011/12/Guenon-Simboli-della-scienza-sacra.pdf
      il quale non poteva non sottolineare il “passaggio delle consegne”
      da un guardiano all’altro delle porte solstiziali:
      mi riferisco allo spodestamento di Giano a opera dei due Santi Giovanni, il Battista e l’Evangelista. «Nel Cristianesimo sono le feste di San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista a essere in rapporto con i due solstizi. … Così i due San Giovanni hanno sostituito Giano, anche se la ricorrenza solstiziale di dicembre si è andata complicando, perché alla festa giovannea si è sovrapposto lo stesso Natale e il Sole nascente è diventato, come doveva diventare, il simbolo del Cristo Bambino.” …
      La somiglianza fonetica tra Janus (Giano) e Joannes (Giovanni in latino) è evidente e porterebbe a ritenere che la collocazione delle feste dei Santi Giovanni in prossimità dei due solstizi non sia stata casuale, ma servisse non tanto a cancellare il culto arcaico, quanto a “riscriverlo” in termini cristiani. In effetti era alquanto arduo sradicare un costume tanto profondo: gli uomini vivevano i solstizi in maniera coinvolgente, ritenendoli momenti di transizione, nei quali era possibile trasformare e sviluppare la loro condizione interiore; una sorta di transito verso presupposti migliori.»
      (Fonte: http://blog.visionaire.org/2012/12/simbolismo-solstizi/

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  1. IL SOLE DI SAN GIOVANNI

    … “In Sardegna si sostiene che il sole saltelli tre volte come la testa del Battista appena spiccata dal busto. Tante leggende fondono la narrazione evangelica con un evento che si svolge nel cielo: il 24 giugno il sole, che ha appena superato il punto solstiziale, comincia a decrescere, pur impercettibilmente, sull’orizzonte.
    https://www.cavernacosmica.com/il-solstizio-destate-e-san-giovanni-decollato/

    Inizia il semestre del sole discendente che si concluderà con il solstizio d’inverno quando l’astro sembrerà morire, dissolversi tra le brume dell’orizzonte per poi rinascere come «sole nuovo», ovvero risalire nel cielo: fenomeno reale se ci spingiamo al nord, verso il circolo polare artico.
    https://astronascenteblog.wordpress.com/?s=Solstizi

    Il sole di San Giovanni è dunque, secondo questa astrologica, un sole che muta direzione, ovvero «colpito a morte». Giuseppe Pitré riferiva che in molti paesi siciliani, all’alba del 24 giugno, gli abitanti uscivano per vedere «il sole girare», mettendo per terra una catinella piena d’acqua che lo rifletteva. A Santa Ninfa, in provincia di Trapani, lo si osservava attraverso un cristallo affumicato (5).

    L’identificazione del Battista decollato con il sole del solstizio si è spiegata cristianamente con l’episodio evangelico: «Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un giudeo a proposito della purificazione. Andarono perciò dal Battista e gli dissero: “Rabbi, colui che era con te dall’altra parte del Giordano e al quale hai reso testimonianza [il Cristo], ecco sta battezzando e tutti accorrono a lui”.

    Giovanni rispose:
    “Nessuno può prendere qualcosa se non gli è stato dato dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che ho detto: Non sono io il Cristo, ma io sono stato mandato innanzi a lui… Ora questa mia gioia è compiuta. Egli deve crescere e io invece diminuire”» (6).

    Il sole che comincia a volgersi verso il sud dello zodiaco e a calare sull’orizzonte simboleggerebbe dunque il Battista detto anche nel folklore «Giovanni che piange». Se ci spostiamo nel periodo solstiziale invernale troviamo il 27 dicembre la solennità di san Giovanni l’evangelista, detto anche «Giovanni che ride». Dunque i due santi sono collegati ai solstizi, sebbene l’Evangelista sia ricordato non all’ottavo, ma al sesto giorno dalle Calende perché non lo si poteva festeggiare a Natale. Si potrebbe congetturare non senza fondamento che le due feste, poste all’incirca a distanza di sei mesi, ai due «estremi» dell’anno solare, siano il residuo di una tradizione solstiziale precristiana. San Giovanni «porta degli uomini»

    Nella religione greca antica i due solstizi erano chiamati «porte»: «porta degli dèi»
    l’invernale, «porta degli uomini» l’estivo. Omero descriveva nell’Odissea il misterioso antro dell’isola di Itaca nel quale si aprivano due porte: «l’una volta a Borea, è la discesa degli uomini, l’altra invece che si volge a Noto è per gli dèi e non la varcano gli uomini, ma è il cammino degli immortali» (7).

    Il poeta spiega che la porta degli uomini è volta a Borea, cioè a nord: e infatti al solstizio estivo il sole si trova a nord dell’equatore celeste; mentre quella degli dèi e degli immortali è volta a Noto, ovvero a sud, perché l’astro al solstizio invernale si trova a sud dell’equatore.

    I solstizi erano dunque simboli del passaggio o del confine tra il mondo dello spazio-tempo e lo stato dell’aspazialità e dell’atemporalità. Per la prima porta solstiziale, quella estiva, si entra nel mondo della genesi e della manifestazione individuale, per l’altra invece si accede agli stati sopraindividuali (8).

    Questo simbolismo in realtà non era soltanto greco. «Si tratta di una conoscenza
    tradizionale» commenta Guénon «che concerne una realtà di ordine iniziatico, e proprio in virtù del suo carattere tradizionale non ha né può avere alcuna origine
    cronologicamente assegnabile… Essa si trova dappertutto, al di fuori di ogni influenza greca, e in particolare nei testi vedici, che sono sicuramente di molto anteriori al pitagorismo…; si tratta di un insegnamento tradizionale che si è trasmesso in modo continuo attraverso i secoli, e poco importa la data forse tardiva alla quale certi autori, che non hanno inventato nulla… l’hanno formulato per iscritto in modo più o meno preciso.» (9)

    Nella tradizione romana il Custode delle porte, comprese le solstiziali, era il misterioso dio bifronte Ianus (Giano), signore dell’Eternità, come cantano i versi Ianuli del Carmen saliare: «…tu sei il buon Creatore, di gran lunga il migliore degli altri re divini… Cantate in onore di lui, del padre degli dèi, sacrificate al dio degli inizi» (10). Giano tiene un bastone, ovvero uno scettro nella mano destra e una chiave nella sinistra. Il primo è l’emblema del potere regale, la seconda del sacerdotale: insieme simboleggiano la funzione regale-sacerdotale del dio al quale Ovidio fa dire nei Fasti: «Io solo custodisco il vostro universo e il diritto di volgerlo sui cardini è tutto in mio potere»(11).

    Egli è dunque colui che ruota sulla sua terza faccia nascosta e invisibile, l’asse del
    mondo che rinvia al simbolismo solstiziale. Macrobio lo fa intendere quando afferma: «Certuni vogliono dimostrare che Giano è il sole, e quindi “gemino” o duplice in quanto signore delle porte celesti» (12).” …

    (Fonte: Gianfranco Bertagni – “Calendario”)

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    1. Lo sanno pure le “streghe” …

      “Questa festa (il solstizio) è la celebrazione del divino Sole,
      come potenza energica e maschile, che grande al suo seme fertile ha donato vita, forza e spiritualità a tutta la Natura. I romani in questa feste celebravano Giano Bifronte, custode sia delle porte dell’inverno che dell’estate. Buio e Luce si mescolano e creano il grande gioco dello yin e yang.

      Sappiamo bene che con la nascita del cristianesimo i vari culti furono assimilati, spolpati vivi, e rimescolati come se fossero una partita a carte. Quando accadde, la figura doppia di Giano, venne sdoppiata in due figure che ritroviamo nel religione monoteista del Cristianesimo, Giovanni Evagelista, festeggiato il 21 Dicembre con il solstizio d’Inverno, e Giovanni Battista che viene celebrato il 24 giugno con l’arrivo del Solstizio d’Estate.”

      http://www.lasoffittadellestreghe.it/shoponline/2124giugnoi-riti-del-solstizio-la-dea-madre-accoglie-nel-suo-grembo-dio-padre/

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      1. Davvero molto interessante ciò che hai condiviso,
        poiché, in un solo istante ho compreso,
        a proposito della Luce,
        che “ogni forma è il simbolo della realtà che la produce” …

        Quindi, semplice-mente, chi afferma di vedere … sentire …
        od avere contatti con angeli ed altre, ipotetiche, divinità …
        di fatto sta proiettando, usando un’energia neutrale,
        la propria, indiscutibile, realtà …
        basata, probabilmente, su una superata verità …
        https://dany90dinozzo.wordpress.com/2017/12/04/magica-mente/

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  2. Siamo quindi giunti a parlar della Luce
    tema d’estrema attualità …
    poiché anche la religione
    http://www.instoria.it/home/solstizio_religione.htm
    s’interessa a questa verità:

    … “Anche nell’antica cultura egizia l’irradiarsi della luce accompagna la prima alba cosmica, segnata da una grande ninfea che esce dalle acque primordiali generando il sole. Sarà soprattutto questo astro a diventare il cuore stesso della teologia dell’Egitto faraonico, in particolare con le divinità solari Amon e Aton. Quest’ultimo dio, con Amenofis IV-Akhnaton (XIV sec. a. C.), diventerà il centro di una specie di riforma monoteistica, cantata dallo stesso faraone in uno splendido Inno ad Aton, il disco solare: tale riforma, però, passerà come una meteora di breve durata nel cielo del tradizionale politeismo solare egizio.” …
    http://www.cultura.va/content/cultura/it/organico/cardinale-presidente/texts/lux.html

    Argomento estremamente interessante
    del quale, recentemente, s’è pure occupato un “mutante” …
    https://gilgameshdisumer.wordpress.com/2018/06/09/mutante/

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