SPOSALIZIO

 

San Giovanni Battista

è patrono di numerose città

ed un tempo veniva festeggiato pure a Roma

addirittura da sua santità …

 

La festa cominciava

con una lenta processione

(che si concentrava in San Giovanni in Laterano)

la notte precedente il 24 giugno

mentre, affermava la tradizione,

le streghe andavano in giro

a catturare le anime delle persone

 

Accadeva tre giorni dopoil solstizio

quando, secondo un’antica verità,

il Sole e la Luna

s’univano in un sacro sposalizio

mentre scemava l’oscurità …

 

Si pregava, si danzava,

 si faceva baldoria e si mangiavano le lumache,

le cui corna, per una simpatica superstizione,

rappresentavano discorda, avversità e preoccupazione,

e perciò dovevano essere distrutte

mediante la consumazione …

 

Alla fine della festa, all’alba,

il papa gettava monete d’oro e d’argento,

scatenando la gioia della folla presente,

cosa che accadrebbe pure oggi, probabilmente,

se lo facesse nuova-mente …

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4 thoughts on “SPOSALIZIO

  1. Ma quando perderai il vizio …
    di riproporci la mitologia del solstizio?

    Ora hai addirittura inventato un mitico sposalizio …
    che, ovvia-mente, accade ciclicamente …
    con una fine ed un inizio …
    http://www.utelio.it/solstizio.php

    Eppure si sa …
    l’estate comincia quando la gente si sveste …

    Mentre soffre, particolar-mente,
    l’adepto d’ogni religione …
    che non può scoprirsi per qualche assurda ragione …
    malgrado il sole abbia raggiunto la sua massima declinazione
    positiva rispetto all’equatore celeste …

    Il 24 giugno, il Sole …
    che ha appena superato il punto solstiziale,
    comincia a decrescere sull’orizzonte
    ed è così che inizia il semestre della fase discendente
    che si concluderà con il solstizio d’inverno,
    senza più il sale sulla fronte …

    Questo periodo fra il 19 e il 25 giugno,
    era considerato sacro, nelle tradizioni precristiane …
    ed ancora oggi celebrato da quella parte d’umanità
    che ancora, evidente-mente,
    non conosce … la verità … (?!)
    😀

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    1. Potresti anche aver ragione …
      ma non dimenticare che c’è chi preferisce credere …
      alla propria tradizione …

      “L’Esoterismo di San Giovanni Battista
      San Giovanni è stato sempre scelto quale patrono da quasi tutte le antiche sette cristiane esoteriche, come dalle più recenti società iniziatiche quale, per esempio è la Massoneria nei cui Statuti, pubblicati nel 1721, è espressa l’invocazione di San Giovanni in questi termini:
      “I Fratelli di tutte le Logge di Londra, di Westminster e dei dintorni, si uniranno nel luogo convenuto nel giorno di S. Giovanni Battista o di S. Giovanni Evangelista …”.
      L’invocazione di S. Giovanni assai spesso ha confuso i due Santi: l’Evangelista e il Precursore. Ciò è dovuto probabilmente alle affinità simboliche che esistono tra i due Santi. Pertanto cerchiamo di vedere quali sono queste affinità prendendo in considerazione le vite separate dei due Santi, prima il Battista e poi l’Evangelista.
      S. Giovanni Battista era figlio di Zaccaria e di Elisabetta. Le notizie della sua nascita ci sono fornite dal Vangelo di Luca: l’angelo Gabriele apparve a Zaccaria annunciandogli la nascita di un figlio che “sarà ripieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre” (I, 16) e “andrà come precursore, con lo spirito e la potenza di Elia” (I, 17). Poiché Zaccaria non credeva alle parole dell’angelo, questi gli disse che sarebbe rimasto muto sino al giorno della nascita di Giovanni. E così fu. Quando nacque Giovanni, Zaccaria, non potendo parlare, scrisse sopra una tavoletta: “Giovanni è il suo nome” e da quell’istante riacquistò la parola.
      Il Battista nacque esattamente sei mesi prima di Gesù. Questi venne al mondo durante il Solstizio d’inverno, Giovanni nel Solstizio d’estate. Sia Gesù sia Giovanni vissero sino a 33 anni ed ambedue morirono per mano degli uomini.
      S. Giovanni Battista era chiamato il “precursore” in quanto preparava la via al Cristo e “battista” perché battezzava nelle acque del Giordano:
      “Io per me vi battezzo con acqua, in vista del ravvedimento; ma colui che viene dietro a me è più potente di me, e io non son degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e col fuoco” (Matteo, III, 11).
      Gesù era della setta degli Esseni nella quale aveva il grado di “Nazareno” (Nariz = Maestro). Questo grado era conferito a coloro che avevano raggiunto il più alto grado di Conoscenza.
      Il Battista, oltre ad essere esseno, era capo della setta dei battezzatori. Il battesimo praticato consisteva nell’immersione totale, per tre volte consecutive, nell’acqua. Il battesimo ricevuto da Gesù fu, come lo stesso Giovanni dice, di acqua e di spirito:
      “Ma Quegli che mi ha mandato a battezzare con acqua, mi ha detto: Colui sul quale vedrai lo Spirito scendere e fermarsi, è quegli che battezza con lo Spirito Santo” (I, 33).
      Dopo il battesimo con acqua, c’era il battesimo con lo Spirito, cioè con l’imposizione delle mani come dice l’Evangelista:
      “Poi imposero loro le mani, ed essi ricevettero lo Spirito Santo” (Atti, VIII, 17).
      La festa del Battista cade il 24 giugno, Solstizio d’estate, quando il sole è al suo apogeo. È necessario osservare però che Giovanni Battista non è il simbolo del sole materiale, dell’astro che dà luce e calore al mondo, ma è, soprattutto, la rappresentazione simbolica del principio universale, il Fuoco Principio. Come tale la leggenda lo vuole vestito di pelle di agnello o di ariete vergine, è, dunque, l’immagine del sole e della costellazione dell’Ariete.
      Il nome stesso, Giovanni, secondo alcuni, deriverebbe dall’ebraico “Jeho h’annan” cioè “Colui che Jeho favorisce”, in tal modo diventa il simbolo dell’uomo illuminato. Secondo un’altra interpretazione Giovanni deriva da due parole ebraico-caldee: “Io” che vuol dire colomba e “Oannes” nome del dio caldeo delle iniziazioni. Quindi Giovanni vorrebbe dire “colomba di fuoco” che ci riporta alla colomba dello Spirito Santo.
      Infatti sappiamo che dopo il battesimo di Gesù, una colomba era discesa su di Lui. Essa era il simbolo dello Spirito Santo.
      Era lo Spirito del Cristo che discendeva nel corpo di Gesù che sarebbe stato il suo veicolo per tre anni, aumentandone la forza con la quale Egli poté poi compiere le guarigioni.
      Discepolo del Battista fu Giovanni l’Evangelista, assieme agli altri due apostoli Andrea e Simone. Figlio di un pescatore galileo di nome Zebedeo e di Salomè, una delle donne che seguirono Gesù, anch’egli pescatore, era nato a Bethsaida e morì nel 101 a Efeso durante il regno di Traiano.
      La tradizione cristiana lo considera patrono dei fabbricanti di candele, dei teologi, degli studenti e di tanti altri e questo è il motivo per cui, egli, meglio di chiunque altro, era in grado di dare la luce. Come donatore di luce era il patrono dei Templari, degli Gnostici e dei Rosa-Croce. Questa è forse la ragione per cui la sua festa cade durante il Solstizio d’inverno, quando il sole sembra risalire lungo l’eclittica ed i giorni farsi sempre più lunghi.
      L’Evangelista è importante soprattutto perché ci ha lasciato due monumenti esoterici: l’Apocalisse ed il Vangelo. Mentre gli apostoli Luca, Matteo e Marco, nei loro vangeli, si perdono spesso in fatti senza base storica, Giovanni entra subito in argomento:
      “Il principio era il verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.
      Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lui;
      e senza di lui nessuna delle cose fatte è stata fatta …”.
      Da questo prologo si sprigiona un insegnamento di notevole portata. Il “Logos”, creatore del nostro sistema solare, non è il Dio Universale, ma il Demiurgo intermediario tra l’uomo e Dio stesso. Ciò risulta dalla distinzione tra “Theos” Dio Supremo e “theos” (un dio), il Logos.
      Cerchiamo di capire meglio il significato di questi pochi versi del Prologo:
      “In principio” quando i tempi non avevano ancora un inizio, cioè i periodi nei quali si manifestarono gli esseri e le cose;
      “era il Verbo”, il Logos, la Parola divina;
      “e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio”, cioè un dio (theos, scritto con iniziale minuscola), un Elohim, figlio di Dio.
      “Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lui;
      e senza di lui nessuna delle cose fatte è stata fatta…”.

      Questo Elohim è colui che ha chiamato alla vita materiale tutti gli esseri inferiori, per mezzo della parola. È l’intermediario tra Dio e Creazione che la Cabala chiama Adamo kadmon.
      Da quanto è stato detto sembra che sussista un dualismo tra Dio e Demiurgo, dualismo che esiste solo in apparenza e che lo Zohar demolisce con questi termini:
      “Rabbi Simeone disse loro: io non vi ho detto che Colui il quale è chiamato la Causa di tutte le cause sia lo stesso Elohim e neppure ho detto che Colui il quale è chiamato la Causa di tutte le cause sia tutt’altro che Elohim. Nell’essenza divina non esiste associazione, né numero: tutto è Uno [ed] ecco perché Dio ha detto: “Vedete io sono io ed Elohim non è con me”, cioè: “Elohim non è con me, ma io sono Elohim ed Elohim è me” (Zohar, I, 22b).
      Cerchiamo ora di affrontare un misterioso capitolo dell’esistenza di Giovanni, cioè quello relativo alla sua morte.
      Si narra che, preavvisato da Gesù circa la sua prossima fine, Giovanni si facesse scavare una fossa poi, gettatovi il mantello, vi si distese addormentandosi nel riposo eterno.
      Il giorno seguente i discepoli, vollero ritornare sul suolo dove era sepolto Giovanni, ma non trovarono di lui che i suoi sandali e la terra, nel punto in cui era stato sepolto “ribolliva”.
      Da parte di alcuni si è voluto supporre che, nel testo originale, anziché leggere terra che “ribolliva”, si dovesse leggere terra dura, gelata. Ciò fa pensare che l’apostolo sia morto in pieno inverno e potrebbe giustificare il fatto che la Chiesa abbia situato la sua festa nel solstizio d’inverno.
      S. Agostino (in Joan, 2, tr. CXXIV) scrive che tra le chiese d’Africa si riteneva che Giovanni, in attesa del ritorno del Signore, riposasse addormentato nella tomba e con il suo respiro agitasse dolcemente la terra …
      In greco, soffio si dice pneuma; questo termine designa anche lo spirito … Allora si può intuire che lo spirito di Giovanni fosse capace di liberarsi dalla terra ed il Vangelo, con le sue misteriose parole, ci viene in aiuto:
      “Pietro voltandosi, vide venirgli appresso il discepolo che era caro a Gesù, quello stesso che, durante la cena, stava posato sul seno di Gesù … Pietro vedendolo chiese a Gesù: “Signore, e di lui che sarà?”. Gesù gli rispose: “Se voglio che rimanga finch’io vengo, che t’importa? Tu seguimi”. Fu così che si sparse tra i fratelli la voce che quel discepolo non morrebbe; Gesù però non aveva detto che non morrebbe, ma: “Se voglio che. rimanga finch’io vengo, che t’importa?”. Questo è il discepolo che attesta queste cose, e le ha scritte; e noi sappiamo che la sua testimonianza è verace” (Vangelo Giovanni, XXI, 20/24).
      Così Giovanni vive nella tomba un sonno particolare in uno stato che non è vita e non è ancora morte. Egli è il guardiano intermediario tra la Chiesa Celeste e la Chiesa Terrestre. Secondo Paolo l’uomo si compone di:
      soma corpo, psiche anima, pneuma spirito

      Pietro ricevette la direzione materiale della Chiesa sul nascere, come testimonia Matteo, XVI, 18: “Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa …”.
      A capo di questa Chiesa sta il Cristo, il corègo, lo spirito:
      “Ed egli è il capo del corpo, cioè della Chiesa; egli che è il principio, il primogenito dai morti” (Paolo, Colossesi, I, 18).
      Da tutto ciò se ne deduce:
      1) Cristo, Spirito, Chiesa Trionfante, il Sole.
      2) Giovanni, Anima, Chiesa Sofferente, la Luna.
      3) Pietro, Corpo, Chiesa Militante, la Terra.

      Il simbolismo del Battista è strettamente legato a quello dell’Evangelista. Essi sono come la vita e la morte, il passato e il futuro, il sole e la luna ecc.

      Il Battista, posto nel Solstizio d’estate, rappresenta il culmine dello splendore del sole, mentre l’Evangelista, nel Solstizio d’inverno, rappresenta quasi la morte dell’astro. Ma non è così perché sappiamo che ciò che raggiunge il massimo deve poi diminuire, mentre ciò che è pervenuto al minimo di se stesso deve cominciare a crescere, come testimonia il Vangelo:

      “Bisogna che egli cresca e ch’io diminuisca” (Giov. III, 30).
      Il Battista chiude l’antica Legge o l’antico Patto come afferma Geremia (XXXI, 31):
      “e io per certo concluderò con la casa di Israele e con la casa di Giuda un nuovo patto; non come il patto che conclusi coi loro antenati nel giorno che li presi per mano per farli uscire dal paese d’Egitto …”, dove Geremia allude ai due “patti” conclusi tra Dio e l’uomo: l’antico patto quello che si fondava sulla Legge, ed il nuovo patto che si fonda sulla Grazia, che Matteo ci conferma:
      “Bevetene tutti, questo è il mio sangue, il sangue del patto …” (XXVI, 28). Se il Battista chiude l’antica Legge, l’Evangelista apre la nuova Legge ed annuncia la Rivelazione cristiana. Uno chiude e non può aprire, l’altro apre, ma non può chiudere:
      “Ecco quel che dice il Santo, il Verace, colui che tien la chiave di David: colui che apre, e nessuno chiuderà, che chiude e nessuno aprirà” (Apocalisse, III, 7).
      (Fonte: https://m.facebook.com/306335282825806/photos/a.306349206157747.1073741826.306335282825806/612576768868321/?type=3)

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    1. LA CONFERMA

      C’è chi non ci crede?
      https://serpente-piumato.blogspot.it/2017/07/al-di-la.html
      Eppure è accaduto ancora …

      “Il 24 giugno alle ore 02.30 UTC il Sole e la Luna si sono incontrati a 2° del Segno del Cancro, Elemento Acqua, Mondo delle Emozioni umane.
      Dalla settimana prima del Solstizio ognuno di noi è stato chiamato a guardarsi i contenuti del proprio cuore. Cosa c’è lì? Quali illusioni hanno congelato il dolore nel cuore per poter sopravvivere alle sfide del quotidiano? Quanti specchi abbiamo inserito nel cuore affinché nessuno più penetrasse dentro la nostra profondità per difesa?
      Sapete cosa è successo poco prima del Solstizio? Si è sciolto il ghiaccio, lo specchio si è rotto, ed il dolore è emerso. Potente, fluido, denso, ma vivificante ed energizzante. E così ci viene donata l’opportunità di risvegliarci, di percepire cosa manca per sentirsi amati, abbiamo di nuovo desiderio di amare. Forse riusciamo anche a non avere più paura di soffrire. Il cuore ora duole, sta evacuando i vecchi dolori, il respiro si fa pesante e sentiamo necessità di avere più aria. E’ la richiesta di spazio per noi stessi che arriva dal profondo. Una volta eliminato lo strato di difesa si aprono sfumature dimenticate, passiamo attraverso strati emozionali totalmente rimossi. E percepiamo la vastità del nostro Essere. Tutto il sentire negato, i sentimenti scomodi (non vi siete mai innamorati della persona sbagliata?) riemergono con la grinta di affermare la loro forza. Magari quella data persona non fa più parte della vostra vita, ma ha occupato un posto importante, è stata l’attivatrice di uno stato di coscienza di puro amore, che è la frequenza del Cuore. Questo va riconosciuto, ad essa va reso merito, e se non fa troppo male, ricordare come ci si sentisse allora è richiamare a noi la frequenza di quinta dimensione, che è il Tempo del Cuore, il Non-Tempo del Cuore, dove ci si sente invincibili ed immortali, dove la creatività è potente ed emana ciò che siamo.” …
      (Fonte: http://ashtalan.blogspot.it/2017/06/novilunio-in-cancro-dopo-il-solstizio.html)

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