COLMARE

 

Esiste la possibilità di colmare il vuoto interiore?

Sì, probabilmente, esprimendo il talento

che ci è stato donato dal Signore

e grazie ad esso comprendere cos’è l’amore

che, inevitabilmente, conduce verso lo stupore …

 

Per riuscirci, però, occorre aprirsi al cambiamento

e quello accade, esclusivamente, in questo momento

contestualmente alla scelta che, alla fine,

conduce ad osservare, attenta-mente …

… il firmamento …

 

CONSUMARE

Mi riferisco, qui, … “al consumo inteso come problema psicologico o, più esattamente, psicopatologico. Lo so, molti ora si chiederanno: come sarebbe a dire? Consumare è una cosa che tutti devono fare, perché ogni essere umano deve bere e mangiare! Ogni essere umano indossa abiti ed ha una casa, insomma, usa e e sciupa molte cose, ed è quel che chiama ‘consumare‘. Dove sta, dunque, il problema psicologico? È semplicemente una realtà naturale: per vivere bisogna consumare. Ma eccomi subito al punto: quando si eccede si va verso un consumo coatto, promosso dalla voracità, è un impulso a mangiare sempre di più, a possedere di più, ad adoperare sempre più cose. A questo punto mi si obietterà, forse: ma non è normale? In fin dei conti tutti noi aspiriamo ad ampliare e moltiplicare quel che abbiamo. Il problema consiste, al massimo, nel non avere abbastanza denaro, non certo al fatto che, nel desiderio all’ampliamento, alla moltiplicazione, ci sia qualcosa di sbagliato … E capisco perfettamente che molti la pensino così. Vorrei però mostrarvi con un esempio che le cose non sono così semplici: del caso cui mi riferirò, certo già avrete udito parlare, e spero che riguardi pochi di voi. Prendiamo una persona affetta da obesità (peso eccessivo). Una condizione che può avere cause endocrine, ma non è questo che qui c’interessa. Molto spesso il motivo va semplicemente ricercato nel fatto che la persona in questione mangia troppo. Mangiucchia a tutte le ore, soprattutto dolci, cerca sempre qualcosa da mettere sotto i denti. E se la si osserva un po‘ più attentamente, si costaterà non soltanto che mangia in continuazione, ma che ad indurvela è una brama incontenibile: deve mangiare, non riesce a farne a meno, così come molti non possono fare a meno di fumare. E certo saprete che le persone che smettono di fumare, molto spesso, all’improvviso, cominciano a mangiare di più … giustificandosi con l’affermazione che chi smette di fumare ingrassa. Si tratta di una di quelle belle razionalizzazioni cui si fa ricorso per smettere di fumare. Perché? Perché la stessa brama d’introdurre qualcosa in bocca, d’inghiottire qualcosa, s’esprime sotto forma di cibo, di fumo, di bevanda o magari d’acquisto. Se un individuo che mangi, beva o fumi in maniera avida e coatta segue il consiglio del medico di smettere, pena, altrimenti, la morte per infarto, è facile constatare come all’improvviso diventi pauroso, insicuro, nervoso, depresso. E qui assume una singolare circostanza: il non mangiare, il non bere, il non fumare, il non poter acquistare può generare angoscia. Ci sono individui i quali mangiano, fumano, bevono o comprano, non già semplicemente per mangiare, fumare, bere o comprare, bensì per reprimere uno stato d’animo d’angoscia o di depressione. Consumano in maniera eccessiva per sottrarsi al proprio disagio. Il consumo promette loro guarigione, ed effettivamente la fondamentale condizione di depressione di angoscia s’attenua un tantino quando la brama viene soddisfatta. La maggioranza di noi potrà constatare che quando ci si sente angosciati o depressi, si è facilmente portati ad aprire il frigorifero, a mangiare o a bere qualcosa senza averne particolarmente voglia, offrendosi, così, un apparente sedativo. In altre parole: mangiare e bere, in realtà, può assumere assai spesso la funzione di una droga, di un tranquillante, tanto più piacevole quanto più è saporito. L’individuo depresso avverte in sé qualcosa di simile ad un vuoto incolmabile, come se fosse mutilato, come se gli mancasse qualcosa per poter essere attivo, come se non potesse muoversi bene in mancanza di alcunché che possa muoverlo; e se inghiotte qualcosa, può darsi che la sensazione di vuoto, di paralisi, di debolezza, lo abbandoni, per qualche istante, e l’individuo avrà la sensazione di essere qualcuno, di avere qualcosa, di non essere un nulla. Ci si riempe di cose per scacciare il vuoto interiore! È questo l’uomo passivo, colui il quale ha la sensazione di essere ben poco e che, momentaneamente, riesce a dimenticare questa sensazione trasformandosi in ‘homo consumens‘.“ …

 (Fonte: “Erich From – L’amore per la vita“, letture radiofoniche a cura di Hans Jurgen Schultz. © 1984 A.Mondadori Ed. IV ed. 3/1994, pag. 15-16)

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AVANZA

 

Accade, “ciclicamente”,

il 22 settembre di ogni anno,

che il Sole attraversi (nel suo moto apparente)

il punto d’intersezione tra l’eclittica e l’equatore …

quello è anche l’istante in cui torna,

gloriosa-mente, l’inviato del Signore …

 

San Michele Arcangelo,

colui il quale difende l’umanità

dall’incombente minaccia dell’oscurità

che, dopo l’equilibrio nel segno della Bilancia,

avanza senza soluzione di continuità …

 

Cosa che accade sempre, dopo l’equinozio d’autunno,

fino alla fine dell’inverno, quando, dopo il solstizio,

(così come affermavano i pagani

e successiva-mente la cristianità)

quella rinasce, lenta-mente,

sconfiggendo il male, definitiva-mente,

consentendo alla gente

di festeggiare, serena-mente, la Natalità …

di chi, avvolto in una Luce splendente,

torna … ciclica-mente, a parlare di verità …

 

P.S.Lui” … era festeggiato, fin dall’antichità,

sotto forma d’una stella, davvero bella

Aldebaran” o “Alpha Tauri” è il suo nome attuale!

Lo so, non credi

che questa possa essere la  semplice verità,

preferisci ricorrere alla preghiera

consigliata da chi, per paura dell’oscurità,

continua a credere al bene …  distinto dal male

ignorando l’unità che esiste al centro della dualità …

 

Caro Michele, TU che sei pura espressione della divinità,

ascoltaci e consigliaci su come affrontare la dura battaglia

contro l’interiore malvagità”.