LEI

 

A cavallo dell’equatore celeste

d’un manto lucente si veste …

 

Chi è?

Lo sapreste

se durante la fitta oscurità

gli occhi al cielo volgeste,

un istante sarebbe sufficiente

per osservarla attentamente

nella sua massima luminosità …

 

Di chi sto parlando?

della “Clessidra”, ovviamente,

che ogni mattino, prima dell’alba,

nel cielo autunnale, ed in quello invernale

chiunque, più delle altre può veder brillare …

poiché, notoriamente, Lei, è la più splendente …

 

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IMMORTALITÀ

 

Essendo IO un provetto esploratore

di faccende riconducibili al cuore,

ho scoperto “causal-mente”

che è sempre di più la gente,

appartenente ad ogni tradizione,

che riconosce in Orione

il d-io d’ogni religione …

 

… e, logica-mente, colui il quale

avrebbe dato origine al mito della creazione …

ed al mistero della resurrezione (?!)

 

Perché, semplice-mente,

essendo quella una meravigliosa costellazione,

si sposta, ciclicamente,

lasciando il posto alla concorrente …

 

… scomparendo perciò, “momentanea-mente”,

dall’orizzonte dell’inconsapevole mente

 

Movimento che, chiara-mente,

da popolazioni di antiche civiltà,

è stato interpretato, ingenua-mente,

come una caduta … nella profonda oscurità …

 

Poiché quelle non sapevano, probabilmente,

che “Lei” sarebbe tornata …

ad occupare la posizione precedente …

cosa che, ovvia-mente,

conduce … a pensare … alla sua immortalità …

 

SCORPIO

 

C’è chi dice …

che Artemide (o sua madre Gea) sia stata un’esperta cacciatrice

ma che non amasse chi la sua bravura metteva in discussione …

per questo, senza paura, sfidò il gigante Orione

facendolo pungere da un mortifero Scorpione.

Così fu che quello scomparve … per poi tornare …

creando il mito della resurrezione

 

Il gigante Orione,

dal cui piede sinistro “sgorga” il fiume Eridano.

In India è lui il Kala-Purusha (uomo del tempo),

o Vishnu-Narayana (colui che cammina sulle acque).

https://marcomaculottiblog.wordpress.com/2017/04/01/simbolismo-stellare-e-simbolismo-solare/

 

Artemide è anche “famosa per aver salvato Ifigenia dalla morte nel momento in cui Agamennone – suo padre – decise di sacrificarla ad Eolo affinché facesse alzare i venti e permettesse alle navi di Sparta di uscire dal porto e far vela verso Troia. Il mito narra che Artemide mise al posto della ragazza una cerva, salvandola così da un destino terribile. È ricordata anche per aver ucciso Atteone, un cacciatore che si era soffermato a guardarla mentre faceva il bagno nuda con le ninfe: sentendosi violata, lo trasformò in un cervo e lo fece sbranare dai suoi stessi cani.” …

(Fonte: Lidia Fassio, “Simbologia della Luna”. © 2013 Spazio Interiore, pag. 28)

 

… “Orione, gigante, bellissimo e forte, è il figlio del dio del mare Poseidone (gli conferì anche il dono di camminare sulle acque) ed è noto per il suo carattere da abile cacciatore, al punto che egli stesso si dichiarò capace di uccidere qualsiasi animale. Proprio per sfuggire alle sue attenzioni, le Pleiadi (figlie di Atlante) chiesero ed ottennero dagli dèi di essere trasformate in stelle. Gea (in alcune versioni Artemide), allarmata dalla sua superbia e spavalderia, lo fece incontrare con lo Scorpione, che riuscì ad ucciderlo pungendolo ad un calcagno. Furono gli dèi, mossi a compassione, a tramutare Orione e lo Scorpione in due costellazioni, e posero il cacciatore proprio vicino alle Pleiadi. Il mito vive nel cielo: infatti quando le stelle dello Scorpione sorgono ad Est, Orione sconfitto tramonta ad Ovest; il ciclo si completa quando lo scorpione, tramontando ad Ovest, viene schiacciato dall’Ofiuco, Esculapio, che così facendo resuscita il cacciatore, che rinasce ad Est, rinnovato. Secondo una versione dalle sfumature più accattivanti, Orione approdò nell’ isola di Creta per dilettarsi nella caccia di animali di cui sentì parlare e che abitavano solo nell’isola. Imbattutosi in Artemide, che ben conosceva la fama di quel cacciatore, ella non rimase indifferente al suo fascino e dal momento che condividevano la medesima passione, lo invitò ad andare a caccia insieme. Apollo, fratello della dèa, mostrò di esserne geloso, e volle tutelarla, temendo per la sua virtù e giudicandolo un approfittatore. Riferì alla madre di Artemide, Gea, che Orione si vantava delle sue abilità di cacciatore, e di come avesse affermato essere in grado di sterminare tutte le belve che vivevano sulla terra. Infuriata, Gea fece uscire dalla terra un gigantesco e mostruoso scorpione a cui ordinò di uccidere col suo veleno il cacciatore.” …

(https://www.astronomiamo.it/Costellazione.aspx?Nome=Orione)

 

… “La costellazione dello Scorpione si presenta come simbolo infero e mortifero per ragioni alternativamente ‘stellari’ e ‘solari’: considerata in relazione allo skhamba è simbolo di morte perché situato sull’incrocio esatto fra eclittica e galassia (lungo la Via Lattea si raccoglievano le anime in attesa di reincarnarsi secondo i Pitagorici e gli indiani Pawnee); considerato invece in relazione all’anno tropico, rappresenta la morte poiché sorgeva eliaca-mente all’equinozio d’autunno in opposizione al Toro, annunciando la morte del sole e la sua discesa invernale negli inferi, sotto il mare.”

(https://marcomaculottiblog.wordpress.com/tempo-e-cicli-cosmici/)

NON SI VEDE

 

È sempre in atto,

eppur non si vede …

è un dato di fatto

ma c’è chi non ci crede …

 

… tra quella strana gente,

visceralmente legata alla fede

(di qualche superata tradizione)

la quale, evidentemente,

avendo rinunciato all’esplorazione

attende, vanamente,

di sperimentare, personalmente,

quella meravigliosa emozione

semplicemente definita abreazione!

 

VERSO L’ORIGINE

 

È al di là delle forme implicate,

vecchie e nuove,

che accade la trasformazione

 

quell’incredibile emozione

attraverso cui c’è un ritorno

al centro causale.

 

PUNTO DI TRASFORMAZIONE

Una civiltà (e una cultura) che abbia raggiunto un punto di trasformazione fondamentale, può essere paragonata ad una pianta che cerca di rinascere. In un certo senso forma un collasso interiore, verso il centro genetico del seme, verso l’origineche può portare l’essenza della pianta nella creazione organica di nuove forme nella primavera seguente. Il seme non ha radici … né fusto, né foglie, né fiori; e tuttavia questi esistono in una realtà informale che attende una nuova attuazione.>> …

 (Fonte: “Parapsicologia Scienza del futuro” di John White e Stanley Krippner. © 1978 Armenia Ed. pag. 471)

LONTANO

 

 

Passano i giorni ed “io” divento vecchio …

però sono felice perché ho capito, finalmente, che

questo è il tempodello specchio!

 

Quello in cui chiunque

può ri-scoprire la sua vera identità,

attraverso l’attenta osservazione dell’altra metà …

ed il totale abbandono delle superate assurdità!

 

L’Anima sa

che nessuno di noi è capace di vivere a lungo

lontano dall’Unità,

per questo ci esorta a fare esperienza della realtà,

senza dare troppa importanza ai fantasiosi racconti

d’intermediari delle divinità …

 

Questo è il mistero

che alla nascita viene rivelato ad ogni creatura,

la quale, perso e poi ritrovato il proprio centro,

al termine della propria avventura,

accoglie, senza opporre resistenza,

il cambiamento che gli viene da dentro …

 

Lì Ella riscopre quel senso d’uguaglianza,

che intanto prepotentemente avanza,

 e che tutti conduce

verso la meravigliosa danza

che già antiche tribù,

a causa della loro ingenuità

attribuivano al Sole ed alla Luna,

simboli per eccellenza della dualità,

da cui ha avuto origine ogni verità