NEL SUO MONDO

 

Alice?

Esiste vera-mente …

IO l’ho incontrata personalmente,

e Vi ho già raccontato quando …

 

Lei, incredibilmente, per un solo istante,

mi ha condotto nel suo mondo,

fantastico, mistico, affascinante …

da cui sono tornato … arricchito …

di quella meravigliosa esperienza

che d’allora racconto,

ininterrottamente, a tutta la gente

che di quel magico luogo

ha già sentito parlare ripetutamente …

 

Ma quella rimane incredula, diffidente,

non sa che fare, evidentemente,

poiché sa perfettamente che quella è una favola …

e, seppur bella,

non riuscirà a svelare il mistero dell’esistenza …

 

Che, sostanzialmente,

è in-centrato nel raggiungimento

(dopo l’interiore cambiamento)

d’una meravigliosa, misteriosa,

dimensione di coscienza

che pur essendo Unica

è per ciascuno differente (?!)

 

Non mi credi?

È un tuo problema,

IO non posso farci niente!

Annunci

TORNA?

 

Ormai tanti lo sanno,

non è più una novità,

con l’inizio dell’inverno

coincide la fine dell’oscurità …

 

La Luce (del Sole) torna

a crescere con lenta gradualità,

fino all’estate,

(solitamente ardente, come la passione)

quando raggiunge la massima luminosità …

 

A questi due estremi (i solstizi)

si aggiungono altri due momenti (equinozi)

in cui la mitica dualità (luce ed oscurità)

trova un equilibrio provvisorio

a rappresentazione della centralità …

 

Particolare importanza assume, per la religione,

l’equinozio di primavera,

l’istante in cui, notoriamente,

la natura esplode, letteralmente, di vitalità …

per questo, probabilmente,

ad esso è stata associata la resurrezione,

cioè la rinascita, della consapevolezza

che raggiunge un’altra comprensione …

 

Troppo semplice?

Eppure, credimi, è la pura verità (?!)

quella che chiunque accetterà

quando finalmente riuscirà

ad abbandonare la propria realtà …

anche nota col nome di “illusione” …

FIDUCIA

 Il santo vecchio, nostro fratello, ha mostrato la Luce …”

… “Quale luce ha mostrato? La luce che viene con la chiarezza degli occhi, la luce che viene con il risveglio del veggente, la luce che appare quando diventi un testimone. Non è che abbia mostrato qualcosa! Ti ha semplicemente mostrato la tua capacità di visione, ti ha mostrato che è possibile vedere Dio, attraverso l’abbandono dell’illusione e l’elevazione della consapevolezza del tuo piccolo “io”.

Egli sa che nella sua luce hai visto un lampo, ma non potrà dirti quando la tua alba arriverà. Forse sarà necessario un lungo viaggio, ma ora è nata … da parte tua, la fiduciaPer quanto lungo possa essere, il tempo che ti divide dalla tua aurora, non costituisce più un problema. Ma c’è chi è impaziente, non sa aspettare, ed il motivo è semplice, non crede, vera-mente, nella Sua esistenzaAltrimenti non dubiterebbe, e della vita continuerebbe a fare esperienza. L’impazienza non è altro che il dubbio. La fiducia è paziente; il dubbio impaziente. Potresti pensare che l’impazienza sia il segno del grande desiderio di realizzazione, di quella profonda passionema non è così. Essa dimostra, semplice-mente, che non sei ancora pronta, che hai paura, sei piena di sospetti, circa la possibilità di poter vedere quella splendente bellezza, ed allora pensi: ‘Forse tutta questa storia è solo una sciocchezza’.” …

 (Fonte: “Osho – La vera saggezza”. © 2002 RCS Ed. Tascabili Bompiani, nov. 2004, pag. 203-204, stralcio)

SETTE

 

Ho letto, con vivo interesse,

un antico detto nel quale si afferma,

lo riporto con sospetto,

che al mondo esisterebbero

sette tipologie di uomini … (?!)

 

In quella ipotetica scala,

che dalla Terra s’eleva verso il cielo,

si trovano:

 

ai gradini più bassi (1-2-3)

coloro i quali vivono inconsapevolmente;

 

al centro (4) chi è più vigile,

(“nel mezzo del cammin di nostra vita”)

pronto ad accogliere la consapevolezza;

 

e, negli altri tre (5-6-7),

coloro i quali hanno già goduto …

della visione … della splendente bellezza …

 

Se anche “te”, come ME,

da questa bella favola fossi particolarmente attratto,

probabilmente … sei un numero quattro!

 SOMATOCENTRICO?

… “Gurdjieff era solito dire cheal mondoesistono sette tipi di uomo, lascia che mi spieghi. I primi tre tipi sono del tutto ordinari, li troverai ovunque. Il primo tipo, l’uomo numero uno, è quello definito ‘somatocentrico’. Egli vive nel corpo, è novantanove per cento corpo. Tutta la sua vita è centrata nel corpo. Non mangia per vivere: vive per mangiare. Il secondo tipo di uomo, il numero due, è emozionale: il tipo sentimentale, dalle forti emozioni. Il numero tre è l’intellettuale. Questi sono i tre tipi più comuni, e sono praticamente sullo stesso livello. Il quarto è un tipo a Sé, un amalgama dei primi tre, è una mescolanza, rappresenta la maggioranza, viene definito da Gurdjieff: ‘uno che è diventato consapevole di Sé.”

(Il seguito qui: “Osho – La vera saggezza”. © 2002 RCS Ed. Tascabili Bompiani, nov. 2004, pag. 198-201, stralcio)

FAVOLA

 

Anche TU …

hai una smisurata passione per chi sta lassù?

Allora ti voglio raccontare una favola

che può aiutarti a riflettere mentre stai quaggiù

 

“C’erano una volta,

in un mondo popolato da tantissima gioventù,

due individui particolarmente devoti,

uno al Buddha, l’altro a Gesù

 

Entrambi trovavano particolare soddisfazione

nel diffondere la dottrina della loro religione …

e per farlo si avvalevano, anche, d’una grande riproduzione,

in legno massiccio, della loro amata divinità …

con la convinzione che proprio quella

fosse la detentrice dell’unica verità …

 

Accadde, per una curiosa sincronicità,

che quelli s’incontrarono, durante il lungo peregrinare,

un freddissimo giorno d’un gelido inverno,

mentre il Sole iniziava a calare, velocemente,

per lasciare il posto ad una Luna splendente

che li esortava, silenziosamente,

a trovare un rifugio ove scaldarsi

per poter riposare, finalmente,

serena-mente …

 

Cosa che avrebbero potuto fare facilmente,

se avessero alimentato il fuoco   con la loro scultura,

ma per eccessiva venerazione, o forse per paura,

(causa la superstizione, probabilmente …)

pensando di non poterla sacrificare, assolutamente,

furono costretti a lasciare questo mondo,

anticipata-mente

BEATO

 

M’è gradita l’occasione

per ringraziare, sentita-mente,

ovvia-mente a modo Mio,

tutta la gente che, inconsapevolmente,

m’ha spronato a fare una semplice riflessione

sulla vetta raggiunta dall’umano, piccolo, “io” …

 

È accaduto ancora, nel recente passato,

Sono stato nuovamente etichettato,

stavolta con lo stupendo appellativo di “Beato!

 

Ci ho pensato, intensa-mente,

e quelle che seguono sono le risposte,

prodotte dalla mia innocente-mente …

 

Beato, dunque, è colui il quale:

avendo personalmente sperimentato

cosa c’è al di là del bene e del male,

s’è spiritualmente elevato;

tra la gente s’è distinto, particolarmente,

per aver profondamente amato;

dalla società s’è estraniato

per fare, serena-mente, la vita del pensionato;

e, per ultima, ma non per questo meno importante,

della Vita s’è, folle-mente, innamorato …

al punto che ha rinunciato, definitiva-mente,

di partecipare ai giochi di potere e di possesso

che gl’impedivano di vivere, intensa-mente, nell’adesso …

 

Ora posso godere, finalmente, piena-mente,

dell’elevazione della mia consapevolezza,

poiché riesco a vedere, libera-mente,

la divina, misteriosa,

splendente bellezza …

SANTO O PECCATORE?

…”Si dice che un santo non possa essere gettato all’inferno … perché conosce l’alchimia per trasformarlo. Ti è stato detto che i peccatori vanno all’inferno e i santi in paradiso; ma non è proprio così. Ovunque vanno: i peccatori creano un inferno; i santi il paradiso. Ma non credere a ciò che ti è stato raccontato. Non c’è nessuno, a parte te, che può decidere dove andare. Qual è dunque la definizione di santo o peccatore? Questa: un santo è colui il quale ha scoperto il segreto alchemico per trasformare tutto in paradiso; un peccatore, invece, è colui il quale non conosce il segreto per trasformare la realtà in un’esistenza meravigliosa, al contrario, continua a rendere brutta ogni cosa. chiunque tu sia si rifletterà intorno a te. Perciò non cercare di essere diverso da quello che sei, e non cercare di essere da qualche altra parte. È questa la malattia chiamata uomo: voler diventare sempre qualcun altro, volersi trovare da qualche altra parte, rifiutando sempre ciò che è, bramando sempre ciò che non è. Svegliati! Non lo vedi? È tutto molto chiaro: è sufficiente aprire gli occhi per riuscire a vedere. Non sto teorizzando, non sono un teorico, sto semplicemente indicando i fatti, nudi e crudi: se riesci a vivere in questo momento, dovunque tu sia, dimenticando il futuro, gli obiettivi, l’idea di ‘dover’ diventare qualcun altro … la trasformazione che stai cercando potrebbe accadere proprio in quello stesso istante, e dal niente potrebbe apparire, davanti ai tuoi occhi, il Nuovo Mondo.” …

 (Tratto da: “Osho – La vera saggezza”. © 2002 RCS Ed. Tascabili Bompiani, nov. 2004, pag. 215-216, stralcio)

UN DONO

 

Chiunque l’ha già incontrata

ha provato a descrivere l’Essenza

dal proprio livello di coscienza …

 

Ne è scaturito che quella è misteriosa

ed estremamente affascinante,

ma anche dubbiosa, suscettibile, permalosa,

capace di cambiare umore in un solo istante,

alla continua ricerca dell’Amore, unico, travolgente

 

Lei è Tutto ed il suo contrario,

da tantissimo tempo lo scrivo,

 instancabilmente, sul mio diario …

ma evidentemente non serve a niente,

poiché nessuno può esser certo, assolutamente,

che quella che IO affermo sia la verità,

se non l’ha sperimentata personalmente …

 

Dunque, non prestare ascolto alle mie parole

esse sono vuote, senza senso,

questo, in sintesi, è ciò che vera-mente …

… penso …

SILENZIO

… “IO non parlo per il piacere di parlare, non ho un messaggio da dare. Non sto cercando di dire qualcosa, sto cercando d’aiutarTi a sentire. Queste non sono parole, sono veicoli del mio silenzio. Esse sono vive, recano il battito del mio cuore. Le consegno con Amore, come fossero un dono speciale. Non sono dottrine, tutt’al più puoi chiamarle poesie, semplici riflessioni. IO non sono un filosofo, non sono un teoretico, non sono un teologo. Ma in ME c’è qualcosa che desidero condividere con TE, il mio divino Sé.” …

 (Fonte: “Osho – La vera saggezza”. © 2002 RCS Ed. Tascabili Bompiani, nov. 2004, pag. 174)

 

 

SANTA LUCIA

 

A cosa serve la vista

nel momento di massima oscurità?

Riflettendo attentamente, ogni razionalista …

sarà in grado di trovare, autonoma-mente,

l’indiscutibile verità …

su coLei che è stata santificata

come protettrice dalla cecità …

indagando, semplice-mente,

(ed a questo punto, senza affanno)

sulla metafora afferente l’inganno …

relativo al giorno più corto dell’anno,

quello che un tempo era ritenuto essere il 13 dicembre,

recitato in un famoso proverbio:

Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia!

 

<<Ma se fosse una bugia?>>

 

La favola che ci è stata raccontata

risale al tempo in cui fu cambiato il calendario,

quello famoso, di cui ho già parlato in questo diario,

quando tutta la gente, incredibilmente,

andò a dormire la notte del 4 di ottobre

per risvegliarsi la mattina seguente,

magica-mente, il 15 ottobre 1582 (?!)

 

Ma se oltre l’apparenza

si nascondesse qualcosa di noto ad ogni coscienza?

 

Chissà, potrebbe anche trattarsi di un augurio

per ogni cuore finalmente pronto

ad accogliere la luce (interiore?)

che non conosce tramonto …