SANTA LUCIA

 

A cosa serve la vista

nel momento di massima oscurità?

Riflettendo attentamente, ogni razionalista …

sarà in grado di trovare, autonoma-mente,

l’indiscutibile verità …

su coLei che è stata santificata

come protettrice dalla cecità …

indagando, semplice-mente,

(ed a questo punto, senza affanno)

sulla metafora afferente l’inganno …

relativo al giorno più corto dell’anno,

quello che un tempo era ritenuto essere il 13 dicembre,

recitato in un famoso proverbio:

Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia!

 

<<Ma se fosse una bugia?>>

 

La favola che ci è stata raccontata

risale al tempo in cui fu cambiato il calendario,

quello famoso, di cui ho già parlato in questo diario,

quando tutta la gente, incredibilmente,

andò a dormire la notte del 4 di ottobre

per risvegliarsi la mattina seguente,

magica-mente, il 15 ottobre 1582 (?!)

 

Ma se oltre l’apparenza

si nascondesse qualcosa di noto ad ogni coscienza?

 

Chissà, potrebbe anche trattarsi di un augurio

per ogni cuore finalmente pronto

ad accogliere la luce (interiore?)

che non conosce tramonto …

 

7 risposte a "SANTA LUCIA"

  1. Quegli undici giorni
    segnarono il passaggio
    dal calendario lunare
    a quello solare
    che, secondo alcuni,
    a qualcuno avrebbe arrecato vantaggio …

    “L’anno lunare
    è più corto di 11 giorni circa dell’anno solare,
    ed è l’unità di misura su cui si basavano
    tanti antichi calendari …
    http://calendario.eugeniosongia.com/luna.htm
    ecco perché nei vecchi testi “sacri” …
    si parla di uomini vissuti tantissime “lune” …

    “Nel calendario romano i mesi seguivano il ciclo della luna.
    Il primo giorno di ogni mese
    corrispondeva al novilunio (luna nuova)
    ed era chiamato “calende”,
    da cui deriva il nome “calendario”.
    http://discoverplaces.travel/it/journal-it/cosa-e-la-candelora-e-dove-si-festeggia/?fbclid=IwAR1kL_pXLLrL78RyABTMEbtlBmvPBH88qUDohouQQm8T99sLr_fubG143Po

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  2. “Lo stazionamento dei soldati romani in Egitto contribuì alla diffusione della suddivisione in periodi formati da sette giorni, com’era in uso presso quelle popolazioni, e tale sistema iniziò progressivamente a rimpiazzare, anche a Roma, il ciclo di otto giorni.

    Ottaviano e i suoi successori non ostacolarono l’affermarsi di tale abitudine che venne però ufficializzata, dall’imperatore Costantino I, solo intorno all’inizio del IV secolo d.C.

    L’anno romano iniziava con la primavera ed il suo primo mese, Martius, traeva il nome da Marte, una delle divinità prevalenti come si può ricavare dall’elenco delle festività (feriae publicae).

    A Marte era dedicato il capodanno e in generale la grande festa guerriera che esordiva con le corse equestri (Equirria) e culminava poi con la fucinatura dello scudo (Mamuralia).

    Il dodicesimo mese, Februarius, prese il nome da Februo dio dei morti, divinità sotterranea di probabile origine etrusca, oppure dalle feste di purificazione dette Februalia e in effetti questo mese, allora come oggi, è destinato a sanare periodicamente le anomalie del calendario.”

    (Fonte: http://www.castfvg.it/articoli/varie/calendar/calendar.htm)

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  3. UNA GRANDE CONFUSIONE

    La riforma giuliana
    “Nel 46 a.C. Giulio Cesare introdusse, su progetto del matematico greco Sosigene, l’anno rustico italico ordinato sul calendario egizio eudossiano, sostituendo l’antico capodanno con il primo gennaio, data già da tempo in uso per il cambio d’ufficio dei magistrati supremi. Il primo anno del periodo giuliano, per rimediare all’errore accumulato, fu di circa 15 mesi e perciò detto anno della confusione.”

    La riforma gregoriana
    “La difficoltà di adeguare il calendario lunare ebraico a quello giuliano fu causa di una lunga polemica sulla data della Pasqua alla quale pose termine il primo Concilio ecumenico, svoltosi a Nicea nel 325 d.C., che stabilì le modalità per determinare la data di questa festività mobile: da allora celebrata la prima domenica successiva al plenilunio di primavera.

    La maggiore lunghezza dell’anno giuliano, rispetto a quello tropico, pur essendo assai modesta divenne sufficiente, dopo quasi 13 secoli, a far retrocedere di circa 10 giorni l’equinozio che ai tempi del concilio di Nicea cadeva il 21 marzo.”

    … “Gregorio XIII, per riportare l’inizio della primavera alla data conciliare, con la bolla papale Inter gravissima decretò che nel 1582 al giovedì 4 seguisse il venerdì 15 ottobre e, per evitare il ripetersi dell’inconveniente originato dalla ripartizione giuliana, stabilì che degli anni secolari fossero bisestili solo quelli perfettamente divisibili per 400; questa è la ragione per cui non fu bisestile il 1900, mentre lo è stato l’anno 2000.

    Venne inoltre sancito che il giorno supplementare fosse il ventinovesimo del mese di febbraio e non più quello successivo al romano ante diem sexto Kalendas Martias.

    La lunghezza media dell’anno civile è stata così fissata in 365,2425 giorni: valore che, pur non essendo ancora esattamente uguale a quello dell’anno tropico, richiederà comunque alcuni millenni prima di accumulare lo scostamento di un giorno.”

    (Fonte: http://www.castfvg.it/articoli/varie/calendar/calendar.htm)

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