BEATO

 

M’è gradita l’occasione

per ringraziare, sentita-mente,

ovvia-mente a modo Mio,

tutta la gente che, inconsapevolmente,

m’ha spronato a fare una semplice riflessione

sulla vetta raggiunta dall’umano, piccolo, “io” …

 

È accaduto ancora, nel recente passato,

Sono stato nuovamente etichettato,

stavolta con lo stupendo appellativo di “Beato!

 

Ci ho pensato, intensa-mente,

e quelle che seguono sono le risposte,

prodotte dalla mia innocente-mente …

 

Beato, dunque, è colui il quale:

avendo personalmente sperimentato

cosa c’è al di là del bene e del male,

s’è spiritualmente elevato;

tra la gente s’è distinto, particolarmente,

per aver profondamente amato;

dalla società s’è estraniato

per fare, serena-mente, la vita del pensionato;

e, per ultima, ma non per questo meno importante,

della Vita s’è, folle-mente, innamorato …

al punto che ha rinunciato, definitiva-mente,

di partecipare ai giochi di potere e di possesso

che gl’impedivano di vivere, intensa-mente, nell’adesso …

 

Ora posso godere, finalmente, piena-mente,

dell’elevazione della mia consapevolezza,

poiché riesco a vedere, libera-mente,

la divina, misteriosa,

splendente bellezza …

SANTO O PECCATORE?

…”Si dice che un santo non possa essere gettato all’inferno … perché conosce l’alchimia per trasformarlo. Ti è stato detto che i peccatori vanno all’inferno e i santi in paradiso; ma non è proprio così. Ovunque vanno: i peccatori creano un inferno; i santi il paradiso. Ma non credere a ciò che ti è stato raccontato. Non c’è nessuno, a parte te, che può decidere dove andare. Qual è dunque la definizione di santo o peccatore? Questa: un santo è colui il quale ha scoperto il segreto alchemico per trasformare tutto in paradiso; un peccatore, invece, è colui il quale non conosce il segreto per trasformare la realtà in un’esistenza meravigliosa, al contrario, continua a rendere brutta ogni cosa. chiunque tu sia si rifletterà intorno a te. Perciò non cercare di essere diverso da quello che sei, e non cercare di essere da qualche altra parte. È questa la malattia chiamata uomo: voler diventare sempre qualcun altro, volersi trovare da qualche altra parte, rifiutando sempre ciò che è, bramando sempre ciò che non è. Svegliati! Non lo vedi? È tutto molto chiaro: è sufficiente aprire gli occhi per riuscire a vedere. Non sto teorizzando, non sono un teorico, sto semplicemente indicando i fatti, nudi e crudi: se riesci a vivere in questo momento, dovunque tu sia, dimenticando il futuro, gli obiettivi, l’idea di ‘dover’ diventare qualcun altro … la trasformazione che stai cercando potrebbe accadere proprio in quello stesso istante, e dal niente potrebbe apparire, davanti ai tuoi occhi, il Nuovo Mondo.” …

 (Tratto da: “Osho – La vera saggezza”. © 2002 RCS Ed. Tascabili Bompiani, nov. 2004, pag. 215-216, stralcio)

5 risposte a "BEATO"

  1. Vi sembrerò scontato …
    ma anch’IO mi sento Beato …

    Quando ancora non si conosce la pace profonda, ci si da fare per ottenere piacere, fuggire il dolore. Qualsiasi intenzione è un desiderio di raggiungere il piacere, oppure, di sfuggire al dolore. Ciò crea agitazione. Il sollievo che possiamo ottenere in questo modo è fatalmente momentaneo, e finisce nella sofferenza dalla quale è nato. Cercando la sicurezza, sprofonderemo immancabilmente nell’insicurezza. La pura osservazione, l’ascolto neutrale, implica l’accettazione che piacere e dolore si situino allo stesso livello. Del resto si può parlare di livello, perché il piacere non è che un dolore minore, ed è in realtà dolore confrontandolo con la beatitudine senza tempo. Sofferenza, dolore, gioia, hanno come sfondo la pienezza, e se li esaminiamo con attenzione distaccata non possono sussistere e si dissolvono nella loro sorgente, che è pura beatitudine. La nostra natura essenziale non è conoscibile con il dialogo esteriore o interiore. Bisognerebbe riscoprire la presenza silenziosa che precede ogni discorsività mentale. Allora in quel Silenzio ‘l’Io sono’, senza attributi e qualificazioni, appare e ciò che lo precede è dissolto, cancellato. Resta uno stato profondo senza conflitti.
    Noi conosciamo i nostri problemi, le nostre emozioni, le nostre sensazioni, ma non conosciamo ancora il Conoscitore di tutto ciò. Ed è questo conoscitore che va scoperto. Questo è il senso profondo della ricerca spirituale che allude al famoso detto scolpito nella pietra: ‘conosci te stesso’.
    https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1496092900426710&id=177358355633511

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