SETTE

 

Ho letto, con vivo interesse,

un antico detto nel quale si afferma,

lo riporto con sospetto,

che al mondo esisterebbero

sette tipologie di uomini … (?!)

 

In quella ipotetica scala,

che dalla Terra s’eleva verso il cielo,

si trovano:

 

ai gradini più bassi (1-2-3)

coloro i quali vivono inconsapevolmente;

 

al centro (4) chi è più vigile,

(“nel mezzo del cammin di nostra vita”)

pronto ad accogliere la consapevolezza;

 

e, negli altri tre (5-6-7),

coloro i quali hanno già goduto …

della visione … della splendente bellezza …

 

Se anche “te”, come ME,

da questa bella favola fossi particolarmente attratto,

probabilmente … sei un numero quattro!

 SOMATOCENTRICO?

… “Gurdjieff era solito dire cheal mondoesistono sette tipi di uomo, lascia che mi spieghi. I primi tre tipi sono del tutto ordinari, li troverai ovunque. Il primo tipo, l’uomo numero uno, è quello definito ‘somatocentrico’. Egli vive nel corpo, è novantanove per cento corpo. Tutta la sua vita è centrata nel corpo. Non mangia per vivere: vive per mangiare. Il secondo tipo di uomo, il numero due, è emozionale: il tipo sentimentale, dalle forti emozioni. Il numero tre è l’intellettuale. Questi sono i tre tipi più comuni, e sono praticamente sullo stesso livello. Il quarto è un tipo a Sé, un amalgama dei primi tre, è una mescolanza, rappresenta la maggioranza, viene definito da Gurdjieff: ‘uno che è diventato consapevole di Sé.”

(Il seguito qui: “Osho – La vera saggezza”. © 2002 RCS Ed. Tascabili Bompiani, nov. 2004, pag. 198-201, stralcio)

5 risposte a "SETTE"

    1. Ok, appurato che riguardo al mangiare
      non puoi perdere il vizio …
      non mi rimane altro fa fare
      che augurarti Buon Solstizio!
      https://astronascenteblog.wordpress.com/2016/12/09/auguri/

      … “La celebrazione del Natale al 25 dicembre iniziò durante il regno dell’imperatore Costantino I il Grande. Costantino come sappiamo non era cristiano (forse fu battezzato in punto di morte… di sicuro non prima), però era per ragioni politiche molto interessato alla… anzi alle religioni.
      Come altri prima di lui (e moltissimi dopo di lui…) intuiva pienamente l’importanza politica e militare della religione… la sua vittoria a Ponte Milvio era stata per esempio favorita moltissimo dall’appoggio del “partito cristiano”, e ora divenuto unico imperatore di tutto l’impero voleva imporre anche una religione unica (“cattolica” oserei dire) che facesse da collante dei vari popoli, che trasformasse l’impero multi-nazionale in una specie di “nazione”… dico una specie di nazione perché so bene che il moderno concetto di nazione è molto più tardo…
      Ma quale religione utilizzare per questo scopo? La vecchia religione romana era chiaramente inadeguata e inoltre manifestava da tempo la sua “crisi”, Costantino pensò quindi al Cristianesimo, al Mitraismo e in generale ai diversi culti solari di origine orientale… però rimase sempre piuttosto “indeciso” sulla scelta precisa di una di esse.
      Ognuna di queste religioni aveva per lui pregi e difetti… il Cristianesimo in particolare lo “interessava” ma al tempo aveva il gravissimo difetto di essere allora troppo “frazionato” in sette, gruppi, chiese contrapposte… troppo disunito al suo interno per svolgere efficacemente quella funzione di “collante” a cui accennavo, anzi poteva al contrario costituire esso stesso un’ulteriore forza di disgregazione.
      Costantino si mise quindi all’opera per cercare innanzitutto di “unificarlo”, di “istituzionalizzarlo”…
      e così per esempio assistiamo al curioso fatto di un concilio ecumenico (quello di Nicea) presieduto da un pagano, appunto lo stesso imperatore… che non aveva di certo particolari preferenze per una delle due tesi in campo ma “pretendeva” comunque che si giungesse all’affermazione vincolante di una “ortodossia”… obbligatoria per tutti i cristiani.
      Questo per inquadrare storicamente la questione della fissazione del Natale al 25 dicembre … a cui ora arrivo: insieme al Cristianesimo vi erano a Roma altri culti assai importanti che in un modo o nell’altro si richiamavano indirettamente al Dio Sole… perché dunque non cercare, in questo sforzo di unificazione religiosa dell’impero, di “unificare” almeno la loro festa più importante (quella del solstizio d’inverno) con una delle maggiori feste cristiane (il Natale)?
      Può anche essere che i Cristiani in qualche caso festeggiassero già il Natale in una data prossima a quella del solstizio invernale, ma ciò non toglie che il motivo per cui s’impose la data del 25 dicembre era quello di favorire la fusione tra i diversi culti candidati a diventare la regione di stato unica di tutto l’impero. Motivo squisitamente politico e non religioso o storico.” …
      (Fonte: http://www.cattoliciromani.com/40-ecumenismo-e-dialogo/39805-solstizio-d-inverno/page5)

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