ORFEO

C’è chi dice …

tra gli amanti della poesia

e/o della mitologia

che la bella favola tra Orfeo ed Euridice,

e della loro grande passione,

abbia preceduto quella narrata

 da una contemporanea religione …

Così si spiegherebbe anche perché

il Salvatore

sia spesso raffigurato con i caratteri somatici 

 d’un Dio greco con gli occhi azzurri,

anziché quelli comunemente diffusi

nel luogo di sua provenienza …

Particolare che non sfugge, ovvia-mente,

a chi ha studiato, approfonditamente,

la scienza della coscienza,

e perciò conosce bene il suo predecessore …

Colui il quale,

pareva fosse particolarmente ispirato

da uno strano strumento musicale 

cui s’ispirò, anche, per la scelta del nome

che assunse dopo che ai misteri del firmamento 

era stato iniziato …

Essendo, della Luce, un conoscitore preparato,

colui che, più avanti nel tempo,

sarebbe stato chiamato,

semplice-mente, “illuminato” …

ri-nato e/o resuscitato …

… “In quel tempo,  era apparso in Tracia, un giovane affascinante di stirpe reale. Si diceva che fosse figlio di una sacerdotessa di Apollo. La melodiosa voce di quel giovane aveva uno strano richiamo; parlava degli dèi con una nuova cadenza, come ispirato. I capelli biondi, vanto dei dorici, gli ricadevano in onde dorate sulle spalle e la musica che gli sgorgava dalla bocca dava un sorriso soave e triste alle sue labbra. Gli occhi, di un azzurro intenso, avevano una luce penetrante, di dolcezza e di magia. Improvvisamente scomparso, quel giovane vigoroso, quando, dopo vent’anni tornò,  raccontò d’essersi recato in Egitto, ove aveva appreso i misteri del cosmo, e che i suoi maestri gli avevano conferito un nome iniziatico. Ora si chiamava Orfeo, o Arpha (vocabolo fenicio composto da Aur, luce, e rophae, guarigione), cioè: Colui che guarisce con la luce. I sacerdoti del Kaukaion l’accolsero come un Salvatore. Con la sua sapienza ed il suo entusiasmo, Orfeo conquistò quasi tutti i traci, trasformò completamente il culto di Bacco e ammansì le Baccanti. Ben presto, la sua influenza si diffuse in tutti i santuari della Grecia. Fu lui a consacrare l’imperio di Zeus in Tracia, di Apollo a Delfo – dove gettò le basi del tribunale degli Anfizioni che cosituì poi l’unificazione sociale della Grecia. Lui, che istituì i Misteri, plasmò lo spirito religioso della sua patria e, al vertice dell’iniziazione, fuse il culto di Zeus con quello di Dioniso in un unico concetto Universale. Dal suo insegnamento, gli iniziati ricevevano la pura luce della somma verità; e quella stessa luce, attenuata ma non meno benefica, diffondeva su tutti, sotto il velo della poesia e di avvincenti cerimonie. Orfeo era così diventato pontefice della Tracia, sommo sacerdote di Giove Olimpio e, per gli iniziati, teofane del Dioniso celeste.

Queste le sue parole più famose,

 ‘Rifugiati nel fondo di Te stesso

per elevarti al principio delle cose.

Un solo Essere regna nell’alto dei cieli  e negli abissi della Terra; pneuma delle cose create, fuoco indomito, maschio e femmina, Sovrano, Potenza, Divinità. Coppia divina, Uomo e Donna, Padre e Madre. Dal loro sacro connubio, dai loro sempiterni sponsali, nascono senza posa il fuoco e l’acqua, la terra e il cielo, la notte è il giorno, gli dèi e la vagante semente degli uomini. Gli amori del cielo e della Terra sono ignoti ai profani; i segreti dello Sposo e della Sposa vengono rivelati solo agli uomini (e le donne) risvegliati. E ora osserva il firmamento. Guarda quel cerchio splendente di costellazioni sulle quali si stende leggera la sciarpa della Via Lattea, pulviscolo di astri e di pianeti. Guarda: fiammeggia Orione, scintillano i Gemelli, risplende la Lira. È il corpo della Sposa Divina che ruota in armonioso vortice al canto dello Sposo. Guarda con gli occhi dello spirito: ne vedrai il corpo arrovesciato, le braccia tese, ne solleverai il velo disseminato di stelle.”

… (Con frasi ispirate dal pensiero di Edouard Schuré)

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CIVILTÀ

Già gli adepti d’ogni antica religione

sapevano che la perfetta fusione

degli elementi maschile e femminile

costituiscono l’Essenza stessa

ed il mistero della divinità,

e che l’equilibrio tra le due metà 

è il fattore predominante 

da cui scaturisce il livello di civiltà …

DUE TEOLOGIE 

Anche la luce di Orfeo ha attraversato le ere col raggio proprio del genio creativo, il cui cuore, nel fondo della sua mascolinità (principio solare), palpitava d’Amore per l’Eterno Femminino (principio lunare). In quell’epoca la Tracia era dilaniata dal profondo, insanabile, contrasto tra i culti solari e quelli lunari che si disputavano il predominio. Culti successivamente trasferiti dall’attuale religione nella fantasiosa ‘incarnazione di Gesù e Maria Maddalena (e quelli del Padre e della Madre, rispettivamente il Sé e l’Anima e/o Coscienza Unitaria). Essi rappresentavano due teologie, due cosmogonie, due religioni e due strutture sociali diametralmente opposte … Fra i sacerdoti solari e le sacerdotesse lunari continua l’eterna lotta dei sessi, palese o subdola che sia. Lotta fra gli inconsapevoli  principi maschile e femminile, fra l’uomo e la donna, delle cui alterne vicende, a causa dell’incontrollabile boria (l’ego), è piena la storia. Ovunque, in Tracia come in Grecia, gli dèi maschili, cosmogonici e solari, erano stati relegati sulla cima delle loro montagne (le vette della ragione raggiunte dalla mente) e nelle terre deserte (le smarrite certezze). Nulla poterono fare, quei religiosi, per ostacolare la potente attrazione della naturale bellezza delle “divinità” femminili e delle sensuali rotondità che continuavano ad evocare l’irresistibile, sublime, attrazione del richiamo della passione.

Chiunque ora sa che da sempre, essa,

reclama puntuale soddisfazione …

altrimenti può subire una pericolosa trasformazione

nella principale causa della profonda sofferenza

in chi, testarda-mente, alle sue lusinghe,

oppone un’estenuante resistenza …

(Con frasi ispirate dal pensiero di Edouard Schuré)

 

ISIDE

La gente appassionata …

l’ha sicura-mente notata

nei post sull’antica cultura egiziana,

spesso rappresentata

con l’immagine di una donna incoronata 

che in una mano regge “la croce ansata” 

(simbolo della vita eterna dell’Anima risvegliata)

e nell’altra uno scettro a forma di fiore di loto

(simbolo dell’iniziazione che riceve chi sperimenta,

personalmente, l’illuminazione)

Lei è Iside,  la dea più di tutte studiata …

(colei che rappresenta il divino femminile,

come la Luna e/o la Terra)

la Grande Madre,

da Osiride fecondata …

Dalla loro mistica unione

è nato Horus, una creatura illuminata!

(il Sole?)

“Horus, il falco, figlio che Iside riceve dal seme di Osiride, è nato grazie alla forza della dea. Si tratta di un grande mistero che Iside, nel suo lamento per il marito morto, ci presenta con le seguenti parole: “Pur essendo nata donna, mi sono fatta uomo.” Si tratta del mistero di un femminino universale che assume in parte i tratti del grande ermafrodita alchemico, il rebis, l’essere perfetto degli inizi, il doppio che contiene in sé i due caratteri opposti, femminile e maschile. Il rebis è un essere neutro, il simbolo del superamento ideale e armonico dei contrari. Tale motivo non è per nulla estraneo alla sacralità egizia. Anzi, la prima divinità in assoluto che appare nei testi religiosi è androgina: L’ “Uno padre dei padri e madre delle madri”. Da questo Uno asessuato nacquero Shu e Tefnut, divinità portatrici degli attributi rispettivamente maschile e femminile. L’egittologo tedesco Erik Hornung scrive:

Il creatore è androgino, maschile e femminile, padre dei padri e madre delle madri, oppure Madre-Padre, come Echnaton definisce il suo dio Aton e come egli (…) vede anche se stesso quale rappresentante della divinità creatrice; ciò è dimostrato dai colossi di Karnak, statue nude e asessuate.”

(“Der Eine und die Vielen”, Erik Hornung)

Una bellissima favola,

da tantissime generazioni tramandata,

che narra della fusione delle due metà,

(gli opposti)

il cui equilibrio riconduce all’originaria Unità …

A questo punto possiamo azzardare

ad avanzare l’ipotesi che lo stesso significato

avesse anche la coppia primigenia …

poiché donna era pure Eva, compagna di Adamo,

curiosa, ammaliatrice, fascinosa, creatura …

che spronò il suo uomo a vincere la paura …

Logica-mente, continuando su questa strada …

avendo parlato, seppur brevemente,

dei nostri progenitori,

non posso non ricordare anche lui,

il mitico serpente …

Spesso raffigurato con un cerchio,

mentre si morde la coda,

esso rappresenta, probabilmente, la mente …

che in circolo gira, continuamente,

senza riuscire ad uscire dall’immanente …

Mente=psiche, ovvia-mente …

ma di quest’ultima vi ho già parlato, esaustivamente,

nelle pagine del piumato serpente …

(Con frasi estratte dal link seguente: http://storia-controstoria.org/antiche-culture/iside-hathor-seshet/)

DOPPIO

Sì, s’era risvegliato …

ne era persuaso e, nel contempo, meravigliato …

poiché riceveva, finalmente,

ciò che, evidentemente, aveva meritato …

“Per l’anima che viene dal cielo la nascita è una morte”,

ebbe a dire un tale di nome Empedocle.

“Per sublime che sia, incarnandosi, essa perde, 

temporaneamente, il ricordo del suo passato,

poiché l’evoluzione della coscienza

deve obbedire alle leggi del mondo

in cui sceglie di fare esperienza” …

Sì, s’era risvegliato …

e la sua mèta aveva ricordato,

perciò, ora, non poteva più dubitare

di quell’altra consapevolezza,

estrema-mente interessante,

che aveva sentito nascere in Sé, 

quel doppio misterioso …

noto ad ogni curioso,

quell’IO celeste dalla splendente bellezza …

Cosa avrebbe potuto fare per rivivere, nuova-mente,

quel meraviglioso, magico, istante?

Tutto … e … niente!

Sì, s’era risvegliato,

dalla morte (dell’ego) era ri-nato

e adesso … diceva a se stesso:

TU .. appartieni, ora, alla schiera dei risorti viventi … rammenta che ‘due‘ sono le chiavi  che aprono la porta della conoscenza, posta al di là dei tanti insegnamenti.

La prima: ‘L’esterno delle cose è uguale al loro interno, il piccolo è opposto al grande, non v’è che una sola legge, promulgata dall’energia che in essa opera mentre pascola il suo gregge.’

La seconda: ‘Gli uomini sono dèi mortali e gli dèi sono uomini immortali. Felice è chi comprende queste semplici parole, note ad ogni Essenza’.”

Sì, s’era risvegliato …

per questo fu osannato ed esecrato …

per il resto della sua Esistenza …

ESECRATO?

Da pochi osannato,

da molti esecrato …

questa è la vita dell’uomo che s’è risvegliato (?!)

poiché le sue semplici parole,

mirate a ridestar l’assopita mente

di tantissima, inconsapevole, gente,

vengono, evidentemente,

interpretate in modo differente …

Perciò esse sono fiamma di gioia …

per chi è affascinato dal cambiamento,

e motivo di gelida noia …

per chi, invece, non provando passione

per la bellezza del firmamento …

non crede alla possibilità 

che possa essere “questo” l’unico momento …

di gloriae di verità!