INTENTO

Così, beato nell’incanto

della mirabile industriosità

del Suo “artistico intento” …

Egli meditava sulle opportunità 

che sempre riserva “questo momento” …

Non si preoccupava più 

di debolezza, paura, sofferenza, colpa o fallimento …

poiché era, finalmente,

profondamente immerso nel suo lavoro …

Respirava … serenamente …

l’aria salubre della creativa solitudine,

senza più desiderare nulla del mondo passato,

per lui scomparso, anche se mai dimenticato …

Con quel mondo … era andata via,

dal quel magico, indimenticabile, istante …

pure l’inquietudine derivante dalla noiosa abitudine,

poiché, semplice-mente,

poteva ora esprimere il proprio talento …

la sola cosa che davvero lo rendeva contento …

Nel suo operato scorgeva, estremamente soddisfatto,

quel che chiunque (se non da altro distratto)

avrebbe potuto osservare.

Arrivava, persino, a provare un brivido di stupore …

che, dall’abisso dello sconosciuto inconscio,

risaliva fino al cuore …

regalandogli quella meravigliosa emozione …

comunemente chiamata … (?) …

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MIRAGGI

Nasciamo saggi …

poi, però, pian piano sviluppando l’Io 

(la falsa personalità)

veniamo attratti da splendenti miraggi

(le innumerevoli, ipotetiche, divinità)

e perciò intraprendiamo viaggi

(con la mente)

che puntualmente sfociano nel niente!

Chi è più curioso

(ed un tantino coraggioso …)

riesce ad abbandonare, definitiva-mente,

le superate idee sulla spiritualità,

sviluppandone altre, originali,

più aderenti alla realtà …

mentre altre Anime, poverelle,

seguono il gregge delle docili pecorelle,

credendo in “favolose” verità 

Tutti, comunque, qualcuno consapevolmente,

contribuiamo alla trascendenza,

poiché, ciascuno con la propria coscienza,

alimenta quella Unitaria (il vero Sé)

depositaria d’ogni informazione …

utile ad iniziare,

domato l’ego è riscoperta la compassione,

una nuova, meravigliosa, esistenza …

In questo bellissimo gioco,

vince, ovvia-mente, chi,

alla fine della sua esistenza,

avrà fatto, personalmente,

la più sorprendente esperienza …

DESIDERI

Sì, c’è una cosa 

che ancora desidero con inesauribile ardore:

rivivere l’incredibile stupore di quel grande Amore,

nobile, benefico, costante, senza parole …

che ho sperimentato personalmente 

al di là del bene e del male …

Esso, assoluta-mente privo di carnale passione …

è semplice-mente noto alle persone

col nome di compassione!

È stato Lui che mi ha dato la forza

di raggiungere nel cuore TE …

che in ME …

hai ri-conosciuto il tuo vero Sé …

MISTICA

Se, come appare ormai evidente,

specialmente a chi osserva, attentamente,

siamo racchiusi in un cerchio lucente …

tutto, prima o poi, ritorna … ciclicamente …

Per questo chiunque sa, perfettamente,

che Lei non farà eccezione

tornerà e si mostrerà, nuova-mente,

vestita d’un manto lucente …

Lo so perché a Lei ho aperto il mio cuore …

perciò ne sarò testimone, insieme al mondo intero

ed a tutte le stelle del firmamento …

che ardono e brillano di gioia e compassione 

davanti al nostro, Grande, Amore …

È grazie a quel meraviglioso sentimento 

che sono riuscito a ritrovare il vero ME stesso,

ed ora, finalmente, posso, serena-mente,

vivere nell’adesso …

Lei, ovvia-mente,

è solo un simbolo creato dalla mia mente,

ma è comunque strabiliante 

che Tutto ciò che è per ME importante

assuma, magnificamente,

il suo aspetto sfavillante  …

Ella può tramutarsi, magica-mente,

in ognuno dei miei pensieri e loro in Lei,

è costantemente presente, anche nei sogni,

dove la nostra, mistica, unione …

si compie in una sempre nuova (simbolica) fusione …

A volte m’appare come un mare immenso,

che si muove lento …

dove “io”, un piccolo fiume,

sfocio turbolento …

Altre a Lei penso …

come ad una magnifica stella

verso cui IO (un astro nascente)

mi spingo per vedere da vicino quanto sia bella …

Alla fine … comunque,

riusciamo sempre ad incontrarci 

ed allora giriamo, vorticosa-mente,

con orbite vicine ed in armonia,

Eterna-mente…

ETERNITÀ

In attesa di sapere cosa pensi TU

a proposito dell’effettiva esistenza di Gesù …

(http://mayaegitto.altervista.org/la-storia-di-gesu-copiata-dallantico-dio-egizio-horus/?doing_wp_cron=1515525431.6985650062561035156250)

IO, soddisfacendo la mia curiosità,

mi sono imbattuto in molteplici verità …

Fino ad arrivare a sentir parlare

d’un Nuovo Paradigma Spirituale

posto esattamente a metà … tra bene e male …

Quello, però, sembra trovare delle difficoltà,

ad entrare nel cuore delle persone

(ancora legate alla superata tradizione)

poiché non sarebbero state individuate le divinità

cui rivolgere le preghiere … e dedicare le festività

che rallegrerebbero le noiose sere

di chi non ama la tranquillità … 

Ho quindi pensato di proporre,

per questo ruolo, a dir poco fenomenale,

la Luce e l’Oscurità …

poiché in cielo ben rappresentate

dal Sole e dalla Luna,

individuabili con estrema facilità …

In quanto alle festività, 

si potrebbero associare ai due momenti di massima intensità

(solstizi)

insieme agli altri due in cui raggiungono l’equità

(equinozi)

— 

Ma, qualora non fossero sufficienti due divinità …

si potrebbero pure adorare Madre Terra ed il Padre,

sommo Creatore … sua maestà … l’Amore,

il quale ci consente di sperimentare lo stupore …

probabilmente per l’Eternità …

E, se ancora non bastassero …

potremmo guardare ai pianeti ed alle stelle,

magari raggruppandole in costellazioni,

dando loro un nome ed attribuendogli

una sorta di santità …

(tanto cara alle religioni)

fino a riempire il nuovo calendario

d’incredibili, favolose, festività …

LORO

Da due mondi è costituita la realtà:

il giorno e la notte,

madre e padre, Amore e severità;

cose belle ed orrende, bontà e crudeltà …

In uno c’è la Luce,

con la sua abbagliante intensità;

nell’altro … la profonda oscurità …

dalla quale si può risalire

per trovare, finalmente, la pace,

l’ordine e la tranquillità …

È meraviglioso raggiungere la comprensione 

che le altre cose, tutto quel frastuono,

gli stridori, le tenebre, le violenze …

sono stupende esperienze

che servono, evidentemente,

a riportare sulla giusta via

chi s’è smarrito, inconsapevolmente,

dietro l’evidente illusione

d’un’assurda, inspiegabile, divisione …

“Loro” … sono vicini,

si toccano … delicata-mente …

come il cielo e la Terra

con la loro bellezza splendente,

e non comprendono il perché 

dell’odio e della guerra …

“Loro” … sono, anche, quelle persone 

che dei due mondi

debbono continuare a fare esperienza,

al semplice scopo d’elevare la “loro” …

e l’Unitaria Coscienza … 

POSSIBILE

Se l’aspettava …

era possibile che qualche sua riflessione 

mettesse sul chi va là certe autorità …

in cui uomini duri e tenaci

perennemente scontenti della loro realtà,

erano intenti a conservare il potere

che detenevano per tradizione,

senza aver loro sperimentato, personalmente,

quella verità

che difendevano oltre ogni logicità …

Sì, Egli s’accorse che più d’una istituzione …

che si diceva interessata all’ordine sociale,

non si adoperava, al massimo delle proprie possibilità,

per tale, meravigliosa, realizzazione …

Capì che l’ignoranza, materialistica ed agnostica,

si serviva della religione come strumento di potere

(impostura sacerdotale)

e che nelle scuole e nei luoghi di culto 

prevaleva un moralismo interessato,

ammantato di formalistica devozione 

(l’ipocrisia)

Per questo scelse la semplice poesia,

quale strumento di comunicazione,

prendendosela non con gli uomini,

i quali, per eccezione,

potevano essere più che meritevoli,

bensì con le dottrine

che miravano a costituire modelli irraggiungibili 

per le persone che ambivano all’illuminazione …

Sì, era giunto il tempo …

di lanciare la sfida alle certezze del momento,

poiché quello era il modo in cui, Lui,

avrebbe provocato, nelle coscienze,

un vero, duraturo, cambiamento …

(Riflessione ispirata dal pensiero di Edouard Schuré, riportato nel testo intitolato: “I grandi iniziati …”, 8° libro, 5° capitolo)

ORFEO

C’è chi dice …

tra gli amanti della poesia

e/o della mitologia

che la bella favola tra Orfeo ed Euridice,

e della loro grande passione,

abbia preceduto quella narrata

 da una contemporanea religione …

Così si spiegherebbe anche perché

il Salvatore

sia spesso raffigurato con i caratteri somatici 

 d’un Dio greco con gli occhi azzurri,

anziché quelli comunemente diffusi

nel luogo di sua provenienza …

Particolare che non sfugge, ovvia-mente,

a chi ha studiato, approfonditamente,

la scienza della coscienza,

e perciò conosce bene il suo predecessore …

Colui il quale,

pareva fosse particolarmente ispirato

da uno strano strumento musicale 

cui s’ispirò, anche, per la scelta del nome

che assunse dopo che ai misteri del firmamento 

era stato iniziato …

Essendo, della Luce, un conoscitore preparato,

colui che, più avanti nel tempo,

sarebbe stato chiamato,

semplice-mente, “illuminato” …

ri-nato e/o resuscitato …

… “In quel tempo,  era apparso in Tracia, un giovane affascinante di stirpe reale. Si diceva che fosse figlio di una sacerdotessa di Apollo. La melodiosa voce di quel giovane aveva uno strano richiamo; parlava degli dèi con una nuova cadenza, come ispirato. I capelli biondi, vanto dei dorici, gli ricadevano in onde dorate sulle spalle e la musica che gli sgorgava dalla bocca dava un sorriso soave e triste alle sue labbra. Gli occhi, di un azzurro intenso, avevano una luce penetrante, di dolcezza e di magia. Improvvisamente scomparso, quel giovane vigoroso, quando, dopo vent’anni tornò,  raccontò d’essersi recato in Egitto, ove aveva appreso i misteri del cosmo, e che i suoi maestri gli avevano conferito un nome iniziatico. Ora si chiamava Orfeo, o Arpha (vocabolo fenicio composto da Aur, luce, e rophae, guarigione), cioè: Colui che guarisce con la luce. I sacerdoti del Kaukaion l’accolsero come un Salvatore. Con la sua sapienza ed il suo entusiasmo, Orfeo conquistò quasi tutti i traci, trasformò completamente il culto di Bacco e ammansì le Baccanti. Ben presto, la sua influenza si diffuse in tutti i santuari della Grecia. Fu lui a consacrare l’imperio di Zeus in Tracia, di Apollo a Delfo – dove gettò le basi del tribunale degli Anfizioni che cosituì poi l’unificazione sociale della Grecia. Lui, che istituì i Misteri, plasmò lo spirito religioso della sua patria e, al vertice dell’iniziazione, fuse il culto di Zeus con quello di Dioniso in un unico concetto Universale. Dal suo insegnamento, gli iniziati ricevevano la pura luce della somma verità; e quella stessa luce, attenuata ma non meno benefica, diffondeva su tutti, sotto il velo della poesia e di avvincenti cerimonie. Orfeo era così diventato pontefice della Tracia, sommo sacerdote di Giove Olimpio e, per gli iniziati, teofane del Dioniso celeste.

Queste le sue parole più famose,

 ‘Rifugiati nel fondo di Te stesso

per elevarti al principio delle cose.

Un solo Essere regna nell’alto dei cieli  e negli abissi della Terra; pneuma delle cose create, fuoco indomito, maschio e femmina, Sovrano, Potenza, Divinità. Coppia divina, Uomo e Donna, Padre e Madre. Dal loro sacro connubio, dai loro sempiterni sponsali, nascono senza posa il fuoco e l’acqua, la terra e il cielo, la notte è il giorno, gli dèi e la vagante semente degli uomini. Gli amori del cielo e della Terra sono ignoti ai profani; i segreti dello Sposo e della Sposa vengono rivelati solo agli uomini (e le donne) risvegliati. E ora osserva il firmamento. Guarda quel cerchio splendente di costellazioni sulle quali si stende leggera la sciarpa della Via Lattea, pulviscolo di astri e di pianeti. Guarda: fiammeggia Orione, scintillano i Gemelli, risplende la Lira. È il corpo della Sposa Divina che ruota in armonioso vortice al canto dello Sposo. Guarda con gli occhi dello spirito: ne vedrai il corpo arrovesciato, le braccia tese, ne solleverai il velo disseminato di stelle.”

… (Con frasi ispirate dal pensiero di Edouard Schuré)

CIVILTÀ

Già gli adepti d’ogni antica religione

sapevano che la perfetta fusione

degli elementi maschile e femminile

costituiscono l’Essenza stessa

ed il mistero della divinità,

e che l’equilibrio tra le due metà 

è il fattore predominante 

da cui scaturisce il livello di civiltà …

DUE TEOLOGIE 

Anche la luce di Orfeo ha attraversato le ere col raggio proprio del genio creativo, il cui cuore, nel fondo della sua mascolinità (principio solare), palpitava d’Amore per l’Eterno Femminino (principio lunare). In quell’epoca la Tracia era dilaniata dal profondo, insanabile, contrasto tra i culti solari e quelli lunari che si disputavano il predominio. Culti successivamente trasferiti dall’attuale religione nella fantasiosa ‘incarnazione di Gesù e Maria Maddalena (e quelli del Padre e della Madre, rispettivamente il Sé e l’Anima e/o Coscienza Unitaria). Essi rappresentavano due teologie, due cosmogonie, due religioni e due strutture sociali diametralmente opposte … Fra i sacerdoti solari e le sacerdotesse lunari continua l’eterna lotta dei sessi, palese o subdola che sia. Lotta fra gli inconsapevoli  principi maschile e femminile, fra l’uomo e la donna, delle cui alterne vicende, a causa dell’incontrollabile boria (l’ego), è piena la storia. Ovunque, in Tracia come in Grecia, gli dèi maschili, cosmogonici e solari, erano stati relegati sulla cima delle loro montagne (le vette della ragione raggiunte dalla mente) e nelle terre deserte (le smarrite certezze). Nulla poterono fare, quei religiosi, per ostacolare la potente attrazione della naturale bellezza delle “divinità” femminili e delle sensuali rotondità che continuavano ad evocare l’irresistibile, sublime, attrazione del richiamo della passione.

Chiunque ora sa che da sempre, essa,

reclama puntuale soddisfazione …

altrimenti può subire una pericolosa trasformazione

nella principale causa della profonda sofferenza

in chi, testarda-mente, alle sue lusinghe,

oppone un’estenuante resistenza …

(Con frasi ispirate dal pensiero di Edouard Schuré)

 

ISIDE

La gente appassionata …

l’ha sicura-mente notata

nei post sull’antica cultura egiziana,

spesso rappresentata

con l’immagine di una donna incoronata 

che in una mano regge “la croce ansata” 

(simbolo della vita eterna dell’Anima risvegliata)

e nell’altra uno scettro a forma di fiore di loto

(simbolo dell’iniziazione che riceve chi sperimenta,

personalmente, l’illuminazione)

Lei è Iside,  la dea più di tutte studiata …

(colei che rappresenta il divino femminile,

come la Luna e/o la Terra)

la Grande Madre,

da Osiride fecondata …

Dalla loro mistica unione

è nato Horus, una creatura illuminata!

(il Sole?)

“Horus, il falco, figlio che Iside riceve dal seme di Osiride, è nato grazie alla forza della dea. Si tratta di un grande mistero che Iside, nel suo lamento per il marito morto, ci presenta con le seguenti parole: “Pur essendo nata donna, mi sono fatta uomo.” Si tratta del mistero di un femminino universale che assume in parte i tratti del grande ermafrodita alchemico, il rebis, l’essere perfetto degli inizi, il doppio che contiene in sé i due caratteri opposti, femminile e maschile. Il rebis è un essere neutro, il simbolo del superamento ideale e armonico dei contrari. Tale motivo non è per nulla estraneo alla sacralità egizia. Anzi, la prima divinità in assoluto che appare nei testi religiosi è androgina: L’ “Uno padre dei padri e madre delle madri”. Da questo Uno asessuato nacquero Shu e Tefnut, divinità portatrici degli attributi rispettivamente maschile e femminile. L’egittologo tedesco Erik Hornung scrive:

Il creatore è androgino, maschile e femminile, padre dei padri e madre delle madri, oppure Madre-Padre, come Echnaton definisce il suo dio Aton e come egli (…) vede anche se stesso quale rappresentante della divinità creatrice; ciò è dimostrato dai colossi di Karnak, statue nude e asessuate.”

(“Der Eine und die Vielen”, Erik Hornung)

Una bellissima favola,

da tantissime generazioni tramandata,

che narra della fusione delle due metà,

(gli opposti)

il cui equilibrio riconduce all’originaria Unità …

A questo punto possiamo azzardare

ad avanzare l’ipotesi che lo stesso significato

avesse anche la coppia primigenia …

poiché donna era pure Eva, compagna di Adamo,

curiosa, ammaliatrice, fascinosa, creatura …

che spronò il suo uomo a vincere la paura …

Logica-mente, continuando su questa strada …

avendo parlato, seppur brevemente,

dei nostri progenitori,

non posso non ricordare anche lui,

il mitico serpente …

Spesso raffigurato con un cerchio,

mentre si morde la coda,

esso rappresenta, probabilmente, la mente …

che in circolo gira, continuamente,

senza riuscire ad uscire dall’immanente …

Mente=psiche, ovvia-mente …

ma di quest’ultima vi ho già parlato, esaustivamente,

nelle pagine del piumato serpente …

(Con frasi estratte dal link seguente: http://storia-controstoria.org/antiche-culture/iside-hathor-seshet/)