DIO

 

IO Sono sicuro chec’è chi lo sa

ma ora lo chiedo a TE, Diodove sta?

 

Chiunque, studiando,

o più semplicemente leggendo,

un po’ qua e un po’ là …

un’idea … comunque, se la fa …

 

Ma quella rappresenterà,

probabilmente, solo il proprio punto di vista,

comunemente chiamato coscienza,

maturitào consapevolezza,

cioè la soggettiva realtà

(condizionata dal pensiero di tanta altra gente)

attraverso cui la mente, inconsapevolmente,

 guarda alla bellezza

cercando, inutilmente, d’interpretare la Verità …

 

Sapete cosa ho trovato, cercando …

di decisamente interessante?

Il punto di vista di un santo,

il cui intenso pensare …

chiunque potrà personalmente valutare …

Egli disse:

… <<Così concepivo persino TE, Vita della mia vita, come un vasto ente, che da ogni dove penetra per spazi infiniti l’intera mole dell’universo e di là da essa si diffonde in ogni senso attraverso spazi incommensurabili, senza limite: e in tal modo ti possedeva la terra, ti possedeva il cielo, ti possedeva ogni cosa, e tutte erano definite dentro di TE, ma TU in nessuna parte. Come la massa dell’aria, di quest’aria che sovrasta la terra , non ostacola la luce del Sole, impedendole di attraversarla e penetrarvi senza squarci o fratture, ma, anzi, ne è tutta pervasa; così pensavo che la massa del cielo, dell’aria, del mare, della terra stessa Ti si aprisse e Ti lasciasse penetrare per riceverti presente in ogni sua parte, grande o piccola, poiché TU col tuo soffio invisibile governi e dall’esterno e dall’interno tutto il tuo creato.>> …

(Estratto da: “Le confessioni di Sant’Agostino – Libro settimo – verso la verità – l’arduo concetto di Dio” …)


 

DIO È …

… <<Dio È sia all’interno sia all’esterno, perché solo Dio È. Di fatto, è una ripetizione dire: “Dio È”, perché non è possibile dire: “Dio non è”, dato che Dio È l’essenza stessa dell’esistenza. Allora perché usiamo la parola “Dio”? Perché usarla? La usiamo simbolicamente, per indicare una certa entità. Quando diciamo: “Dio esiste”, vogliamo dire che l’esistenza non è priva di UN’Anima; vogliamo dire che l’esistenza è Viva, pulsante d’amore, di compassione, di consapevolezza, di coscienza, che è qualcosa d’intrinseco – ci è Amica – è in intimità con NOI, è possibile rivolgersi all’esistenza, ed è possibile ricevere risposta. Quando diciamo “Dio esiste”, vogliamo dire che l’esistenza ci concede la possibilità di un dialogo, possiamo darle del “tu”, e non sarà una cosa priva di significato, quello è lo stato in cui la preghiera nasce da sola, siamo in comunione con quell’Unità … Questo è ciò che la parola “Dio” porta con sé. L’esistenza non è come una pietra (apparentemente senza vita), è un fiore coloratissimo e profumato, risponde se la chiami, e se l’Ami t’inonda d’amore; se le vai incontro ti viene incontro; se la cerchi ti cerca; l’esistenza non è indifferente.

… UNA MERAVIGLIOSA STORIA D’AMORE …

Questo è ciò che vogliamo dire quando definiamo “divina” l’esistenza, o quando diciamo che Dio esiste. Ricorda: è una forma poetica per esprimere la Verità. Non è un fatto. È poesia, è un idillio. E la religione è un idillio con l’esistenza. Certo, è più simile ad “una storia d’amore” che ad una discussione il cui fine è trarre una conclusione. Per questo c’è chi afferma che il viaggio deve iniziare dall’interno. Finché non hai conosciuto Dio dentro di TE, non riuscirai a comprenderlo all’esterno. Se lo vedi all’esterno ma non l’hai mai visto dentro di te non potrà che essere un sogno, una proiezione di ciò che ti è stato insegnato, l’appagamento di un desiderio. Questo è il punto in cui le religioni organizzate si perdono. I cristiani vanno in chiesa, gli hindu si recano al tempio, i musulmani alla moschea. I musulmani coprono enormi distanze per andare alla Mecca, gli hindu vanno sul Kailash … e Dio È anche dentro di te. Una volta che l’avrai trovato dentro lo potrai trovare ovunque – ma a quel punto non sentirai più il “dovere” d’andare in chiesa, poiché avrai compreso che, dovunque ti trovi, ovunque guardi, troverai il tuo tempio sacro. A quel punto ogni religione sarà un’occasione per stare insieme alle persone che pian piano, liberandosi di quella stupenda illusione, convergono nell’Unitaria Visione.>> …

(Fonte: Osho, “Estasi, il linguaggio dimenticato”. © 2008 De Agostini ed., pag. 223 e 225, stralcio)

 

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