SILENZIO

 

Come il Sole …

che, ciclicamente ed apparentemente,

si muove da Oriente ad Occidente,

così l’umanità,

figlia della dualità e dell’emozione,

terminerà – singolarmente –

il ciclo dell’ evoluzione

dopo aver sperimentato l’esistenza

nell’illusorietà dell’incoscienza …

 

Questa, in sintesi, è la restaurazione …

cioè il ritorno … all’originaria Creazione …

 

 

Quando l’uomo, non ancora diviso

dalla sua donna interiore …

viveva beato in Paradiso,

ascoltando la dolce sinfonia

del battito del suo cuore …

 

… nell’assoluto silenzio della mente

che, caduta … inconsapevolmente,

nella dura realtà dell’immanente

(a causa, probabilmente, della confusione …

sollevata dalla dubbia verità della religione)

ha dimenticato, evidentemente,

di poter vivere eternamente

nel fulgido splendore dell’Amore …

 

(Commento al libro: “La tradizione romana” di Guido De Giorgio)

© 1973 Flamen MI. © 1989 Ed. Mediterranee, pag. 91-92, 

di cui segue un estratto con  modifiche apportate dall’autore del blog …

LA TRADIZIONE

… “Con la ‘Tradizione romana‘ di Guido de Giorgio abbiamo ancora una diagnosi della crisi dell’Occidente che la stessa radicalità d’impostazione apre vigorosamente sul problema dell’uomo e rende attuale, giacché, come l’Autore puntualizza in sede di conclusione, ‘il ritorno alla Tradizione Romana significa (…) permettere a ciascuno lo sviluppo della sua Vera natura‘”>> (prefazione, pag. 33).

LA VERITÀ

“La verità di Dio non può essere che UNA come il TUTTO È UNO, come il principio del ritmo è il silenzio, della voce l’ineffabile, delle forme l’informale, ma le vie per giungere a Dio sono varie perché tutto è in Lui ed ogni punto della circonferenza è equidistante dal centro, cui si ritorna, attraverso la personale esperienza, liberandosi da ogni tradizione che inevitabilmente, a lungo andare, crea un’insana dipendenza. Il termine “ritorno” non deve però far pensare ad una cosa che si stacchi da un’altra e vi si riconduca, poiché in Dio nulla si stacca da Dio e Dio è tutta la realtà, ben visibile oltre l’egoità. Ma siccome l’ignoranza (che è la caduta, il peccato, provocato dal condizionamento mentale attraverso l’antichissima favola del bene e del male …), ha velato il centro (l’individuale interiorità, meglio conosciuta col nome di spiritualità …) frapponendo illusoriamente un distanziamento fra uomo e Dio, fine e scopo della “tradizione” è l’eliminazione di questa illusoria distanza mediante il ritorno all’Unitaria coscienza … quando, cioè, non vi era nulla che interferiva con l’interiore, Divina, Presenza. Egli solo Essendo … il carattere umano delle cose è illusorio, fallace, poiché né l’uomo, né le cose esistono all’infuori dell’Energia creante comunemente chiamata Dio. Quindi: niente di più puerile può esserci che credere all’umanità, alla sua breve storia ed alla sua limitata tradizione specialmente se narrata in “vecchi libri” che nel tempo hanno addirittura cercato di convincere la popolazione ad abbandonare il naturale istinto che ne assicura l’evoluzione … (?!) Chi, in questo senso, nega il carattere sacro della “tradizione” nega la propria Essenza, e, di conseguenza, sopravvive nell’incoscienza, poiché, negando la propria provenienza, cade nel dubbio della sua stessa esistenza … L’assurdo più mostruoso, l’affermazione di una negazione, la limitazione di un nulla, la soppressione di una Luce (l’Amore) per cui ed in cui luce (s’illumina) ciò che Luce (splende), condannandosi a non vedere mai ciò che ha davanti agli occhi … (la bellezza) ed a guardare ciò che è illusione di consapevolezza (“io”), ponendo la saggezza nella propria ignoranza e facendo di questo velo, di questa nube fluttuante, il termine fisso di un insabbiamento perpetuo. Negando Dio ciascuno nega se stesso, e “terrificando” il Cielo (cioè creando un Dio ad immagine e somiglianza dell’uomo) fa della Terra il suo sepolcro, e, dell’esperienza dell’esistenza la sua croce. I negatori di Dio sono, in questo senso, meno che peccatori, essi sono i vessilliferi della propria imbecillità, vittime di un assurdo che si compiace al sorriso d’una demenza puerile e riottosa … poiché essi non negano in realtà se non ciò che negando affermano, fingendo d’ignorare persino il gioco della propria ignoranza. Tombe … “essi sono”, cadaveri aspiranti ad una felicità che non riescono a raggiungere a causa della presunzione … figlia dell’assenza della compassione“.

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